Da Consulcesi il corso Ecm “Imparare dal Covid-19: le conseguenze psicologiche da isolamento e didattica a distanza”

La pandemia ha completamente stravolto il modo di vivere dei giovani, “innescando” conseguenze importanti, sia sul piano psichico individuale che collettivo. L’introduzione della didattica a distanza, infatti, ha modificato non solo il metodo di apprendimento, ma anche il modo di vivere le relazioni sociali. Il lockdown, in molti casi, ha portato ad un allontanamento da persone amate e all’isolamento sociale. Chi è tornato a scuola in presenza perciò, si è trovato a fare i conti con l’angoscia di non saper affrontare un ambiente nuovo, la paura di non essere accettati dal gruppo, ma anche con l’ansia di tornare in un contesto che non si frequenta da almeno 2 anni e al quale ci si è disabituati. A tutto questo poi, si somma la paura di essere contagiati.

Cattiva alimentazione, dispersione scolastica, eccesso di sedentarietà, sono solo alcuni degli “effetti collaterali” della DAD, come spiega Maria Cristina Gori, neurologa psicologa e docente del Corso Ecm realizzato da Consulcesi per pediatri, psicologi e altri operatori sanitari dal titolo “Imparare dal Covid-19: le conseguenze psicologiche da isolamento e didattica a distanza”. 

Il corso si propone di fornire non solo le informazioni scientifiche in merito agli effetti del distanziamento sociale sulle giovani generazioni, sui genitori e sugli insegnanti, ma anche gli strumenti adeguati per comprendere le conseguenze psichiche della deprivazione sociale e quali sono le strategie da adottare per affrontare questo evento, anche a livello didattico. La pandemia, infatti, ha messo in luce le criticità del sistema scolastico, ma anche le opportunità della DAD, come mezzo di apprendimento alternativo, nonostante l’assenza di interazione fisica.

Il corso di Consulcesi è composto da video-lezioni, corredate da materiali didattici di approfondimento e prevede il superamento di un test di verifica. Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di rilevare le modifiche psichiche individuali e collettive dei giovani all’evento traumatico della pandemia, nonché gli strumenti più idonei nella promozione di una educazione efficace.

Come spiega la Gori: “Ogni passaggio di grado scolastico richiede un diverso approccio allo studio e alle nuove materie. Ogni inizio prevede un rischio di imprevedibilità. Se poi le imprevedibilità sono molteplici, il quadro si complica ancora di più. Se l’imprevedibilità non riguarda solo il nuovo ciclo di studi, ma anche le modalità con cui può avvenire la frequenza, tutto si diviene più complesso. Sarò in grado di tollerare tanti stimoli nell’aula? Di tenere i media silenziati? Di tenere la mascherina? Di andare d’accordo con tutti? Di stare nel silenzio o nel chiasso di un’aula per tanto tempo, senza la possibilità di spegnere un interruttore e di allontanarmi? Il mio metodo di studio sarà adeguato ai nuovi ritmi?”.

Ecco quindi, l’importanza di approfondire gli studi relativi alla deprivazione sociale per comprendere meglio il funzionamento della mente in situazioni di incertezza, come la pandemia, e di riconoscere i comportamenti disfunzionali di fronte a eventi imprevisti.

Consulcesi Onlus in Eritrea al fianco dei pazienti nefrologici

In Eritrea, fino a poco tempo fa, non esistevano centri di dialisi e la gente moriva o era costretta ad emigrare in altri Paesi. In Eritrea, si stima che i pazienti nefropatici siano 1 ogni 1000 abitanti e quindi circa tremila pazienti. Oggi invece, grazie agli aiuti di Consulcesi Onlus e all’incessante attività dell’Associazione Medici Volontari, esistono ben tre centri dialisi, con venti posti letto e cinque macchinari per dialisi ad Alta Efficienza

Secondo L’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), le nefropatie, insieme a diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, sono responsabili del 60% dei decessi nei Paesi sviluppati e dell’80% in quelli in via di sviluppo. In Eritrea, come in gran parte dell’Africa, vi è carenza di nefrologi ed è importante sviluppare la capacità di diagnosi precoce e aumentare la possibilità di curare le patologie renali. Curare le malattie deve essere un diritto per tutti e non solo per chi se lo può “permettere”.

Tra luglio e agosto, infatti, nella missione estiva 2021 dell’Associazione Medici Volontari (As.Me.V) supportata da Consulcesi Onlus, sono state installate tre nuove apparecchiature per la dialisi ad Alta Efficienza, arrivando a cinque il numero delle macchine di ultima generazione. Da oggi quindi, i medici avranno la possibilità di effettuare in modo strutturato terapie dialitiche ad alta efficienza. Sempre grazie al contributo di Consulcesi, il 3 dicembre 2019 è stata effettuata la prima dialisi ad Alta Efficienza su un paziente in Eritrea e la Onlus ha finanziato in passato la costruzione di tre centri dialisi attivi all’Orotta Hospital e al Sembel Hospital, con 8 posti reni l’uno e 30 macchine, ed un terzo centro con 4 posti. 

Un sostegno prezioso, quello di Consulcesi Onlus, che negli anni ha salvato la vita di migliaia di pazienti nefrologici in Eritrea, anche grazie al lavoro di squadra con l’Associazione Medici Volontari Calabria, che dal 2005 è in contatto con il Ministro della salute locale eritreo. Buona parte del merito è da attribuire al nefrologo Roberto Pititto, uno dei fondatori dell’Associazione, che insieme al suo team porta avanti un programma di educazione continua in medicina, che ha permesso a decine di medici e infermieri locali di utilizzare le sofisticate apparecchiature per emodialisi e la manutenzione e riparazione dei reni artificiali.

Consulcesi Onlus è nata dalla volontà di Consulcesi, la più grande realtà medica in Europa, di mettere a disposizione del prossimo le sue competenze. Da sempre, infatti, è al fianco di adulti e bambini che vivono in contesti difficili, dall’Asia all’Africa, senza tralasciare l’Italia, dove la sanità è carente o del tutto assente. Un progetto che continua a portare avanti con dedizione e passione, anche grazie all’impegno personale e alla generosità dei suoi medici, sempre in prima linea in scenari d’emergenza, vicini alle comunità colpite da catastrofi naturali, devastate dalle guerre, costrette a lasciare le proprie terre verso le nostre per guadagnarsi un altro futuro.

I centri di dialisi sono riusciti a trattare centinaia di pazienti cronici dializzati e tantissimi acuti, ormai guariti, ma tanti sono ancora senza cure. 

Test Medicina: piano B per 4 studenti su 5, oltre la metà rinuncia al sogno del camice

Massimo Tortorella, presidente Consulcesi: “C’è un’altra strada, quella del ricorso, che porta all’ammissione alla Facoltà di Medicina”. I termini per la presentazione dei ricorsi scadono il prossimo 28 ottobre

Anni passati a sognare e studiare per un camice bianco e soli 90 minuti per distruggere tutto. È così che 4 aspiranti medici su 5 sono costretti a passare al piano B: scegliere un’altra facoltà e quindi studiare per una professione diversa; frequentare una facoltà affine a Medicina per poi ritentare la fortuna l’anno seguente; fuggire dall’Italia cercando di inseguire il proprio sogno lontani da casa. Sono queste le opzioni rimaste ai 45mila candidati alle facoltà di Medicina che non hanno superato la “lotteria” dei test d’ingresso. Secondo un’indagine condotta da Consulcesi, oltre il 60 per cento dei candidati esclusi si rassegna e si iscrive a una facoltà diversa da quella sognata. Il 20 per cento inizia a studiare con l’obiettivo di riprovare i test l’anno successivo e il 10 per cento va a studiare all’estero. I restanti optano per un anno sabatico o addirittura rinunciano definitivamente alla laurea. “Ma c’è un’altra strada, quella del ricorso, in cui lo studente, non di rado vittima di irregolarità durante la prova, può riuscire a entrare alla Facoltà di Medicina così come ha sognato e lavorato per anni”, suggerisce Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi. Ma questa opzione ha una scadenza, il 28 ottobre. C’è tempo, infatti solo fino a dopodomani per presentare formale ricorso. “Un’impresa su cui il network legale Consulcesi/Numero chiuso ha maturato una lunghissima esperienza, riuscendo a ottenere risultati importanti per molti aspiranti medici che possono oggi definirsi ex-esclusi”, sottolinea Tortorella. È ingiusto che uno studente meritevole venga penalizzato da una prova ‘a crocette’ del tutto non idonea a selezionare i candidati migliori. E non è giusto che in un paese che da anni presenta una grave carenza di operatori sanitaria, migliaia di aspiranti camici bianchi vengano escluso. È per questo che da anni offriamo il nostro supporto legale”, aggiunge. 

Per informazioni è possibile accedere allo Sportello Informativo www.numerochiuso.info/ o chiamare il numero verde 800189091.

Medicina: da Consulcesi il “manuale di sopravvivenza al Test per non cadere nel tranello delle risposte multiple

Il nemico numero uno sono i distrattori. Online il corso interattivo gratuito che spiega agli aspiranti medici come farsi più furbi, non lasciarsi ingannare e come preparare il rush finale 

Manca poco meno di un mese alla “prova della vita” degli oltre 77mila aspiranti medici che il prossimo tre settembre dovranno affrontare le temutissime 60 domande a risposta multipla per entrare alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Ma spesso una solida preparazione non basta. Quello che serve è anche una strategia precisa da seguire nei 100 minuti della prova. La posta in gioco è alta. Per questo Consulcesi ha lanciato un corso online gratuito dal titolo “Guida di sopravvivenza al test di Medicina 2021“, nell’ambito del quale vengono dati preziosi consigli pratici su come prepararsi alla prova. La Guida è disponibile al sito Numerochiuso.info. 

Il corso si concentra sul rush finale, consigliando i metodi di studio più efficaci per le ultime settimane, i testi a cui affidarsi per il ripasso ma anche come organizzare il tempo senza tralasciare quello per il proprio benessere psico-fisico.  Il manuale di “rapid learning” dispensa  informazioni pratiche e operative per avere più chance di superare il test: dagli argomenti e dai testi su cui concentrarsi negli ultimi giorni di studio all’importanza di svolgere il maggior numero di simulazioni; dalla struttura della prova ai punteggi che vengono assegnati per le risposte giuste, quelle sbagliate o quelle non date; dalla gestione del tempo che si ha a disposizione al metodo da utilizzare per non lasciarsi ingannare da “trappole” e “distrattori”, nemico numero uno dei candidati. Si tratta di quelle risposte che, pur presentando un grado variabile di plausibilità, risultano errate. Saperli riconoscere tanto quando si svolgono le simulazioni, quanto soprattutto nel giorno della prova, è fondamentale per ambire a ottenere il più alto risultato possibile. Imparare a riconoscere i distrattori significa, anzitutto, diventare capaci di analizzare i termini più comuni utilizzati nei quiz e capire, dunque, come cambia il loro significato all’interno di un determinato quesito. I distrattori possono essere suddivisi fondamentalmente in quattro categorie:

1) distrattori banali. Tra le risposte proposte nel quesito, quelle che sono errate in modo palese;

2) distrattori deboli. Tra le risposte proposte nel quesito, quelle che si possono scartare con alcuni semplici ragionamenti;

3) distrattori forti: tra le risposte proposte nel quesito, quelle che hanno una maggiore capacità di “attrarre” su di sé l’attenzione del candidato. In pratica, a differenza di un distrattore debole, un distrattore forte è molto più simile alla risposta corretta. Questo genere di distrattori si può riconoscere, e dunque scartare, cercando “appigli” e “parallelismi” nella lettura complessiva del quesito. Il problema è che, il giorno della prova, ci saranno poche manciate di secondi per soffermarsi su questo tipo di ragionamenti. Per ogni domanda il tempo a disposizione è circa un minuto e mezzo.

4) distrattori fortissimi. Tra le risposte proposte nel quesito, quelle che non si possono scartare utilizzando particolari tecniche o tipologie di ragionamento.

Conoscerne i vari tipi è il primo passo per non cadere nel tranello. Ma nel corso di Consulcesi vengono elencati una serie di trucchi utili e battere le temutissime “risposte a crocette”:

1) Leggere sempre bene il quesito e tutte le opzioni proposte prima di rispondere. 

2) Spesso il quesito impone di scegliere non l’alternativa corretta, ma quella più corretta tra quelle proposte.

3) Attenzione alle negazioni. Quesiti di questo tipo sono, ad esempio: “Determinare quale dei seguenti interi NON è una potenza perfetta”, oppure “Quale di queste affermazioni NON è errata?”. Di fronte a quesiti di questo tipo è facile lasciarsi ingannare. Durante la prova spesso può infatti capitare di essere troppo concentrati nell’individuare l’opzione corretta, al punto da perdere completamente di vista cosa chiede realmente la domanda.

4) Ragionare per esclusione. La maniera più semplice per risolvere i quesiti con i distrattori è iniziare a eliminare quelli forti e avvicinarsi così alla soluzione per esclusione.

5) Calcolo rapido senza calcolatrice. Per effettuare correttamente dei calcoli rapidi, la “chiave” è visualizzare i numeri come una somma oppure una moltiplicazione di numeri più semplici. Ad esempio, moltiplicare per 11 può risultare particolarmente complesso. Se invece optiamo per moltiplicare per 10 e poi aggiungere il numero di partenza, l’operazione sarà molto più immediata da svolgere. Lo stesso vale se dobbiamo moltiplicare per 19: possiamo moltiplicare per 20 e poi sottrarre il numero di partenza. Idem la moltiplicazione per 20: basta sommare due volte il numero di partenza moltiplicato per 10.

6) Terne pitagoriche. Di fondamentale importanza è anche imparare a memoria le terne pitagoriche, vale a dire tre numeri tali che la somma dei quadrati dei due numeri più piccoli è uguale al quadrato del numero maggiore, ragione per cui soddisfano il Teorema di Pitagora. La memorizzazione delle terne pitagoriche può rivelarsi utile nello svolgimento di quiz di geometria o di logica. Ad esempio, se capita di dover risolvere un problema con un triangolo rettangolo, invece di perdere tempo a sviluppare tutto il Teorema di Pitagora, ricorrendo alle terne pitagoriche che si sono memorizzate si può identificare molto più velocemente la risposta corretta.

7) Esercizi di logica. Nel test di ammissione è inevitabile imbattersi in alcuni esercizi di logica in cui al candidato viene chiesto di capire, ad esempio, fra quanto tempo diverse azioni che si svolgono con tempistiche diverse andranno a verificarsi di nuovo nello stesso momento. Esercizi come questo possono essere semplificati attraverso il processo di scomposizione. In pratica, per arrivare al risultato finale, basterà scomporre gli elementi indicati nel quesito in fattori primi. Sempre per ciò che concerne i quesiti di logica, spesso i distrattori sono nascosti in esercizi in cui si parla di persone che comprano oggetti a un prezzo scontato e rispetto ai quali viene chiesto di calcolare il prezzo originale.

8) Cultura generale. Guardare il telegiornale più volte al giorno, leggere i giornali, consultare i siti di news e approfondimenti, ascoltare i giornali radio. E ancora: fare dei cruciverba, perché aiutano a memorizzare nozioni di cultura generale e linguistica, a rispondere in modo puntuale e immagazzinare nuovi vocaboli; controllare se nell’anno in cui si partecipa al test di ammissione cadono particolari anniversari; tenere a mente eventi e manifestazioni con cadenza periodica regolare (ad esempio Expo, Olimpiadi eccetera); guardare film basati su fatti storici o personaggi noti.

Ufficio stampa Consulcesi, Massimo Tortorella

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Test di ammissione per le facoltà di Medicina ed Odontoiatria: Consulcesi al fianco degli studenti con il vademecum per affrontare la prova

Aspiranti studenti di Medicina ed Odontoiatria impegnati sui libri, nonostante le vacanze ed il periodo di vacanza, per la preparazione ai test d’ingresso alle facoltà mediche. I bandi di iscrizione sono scaduti e, nel corso della preparazione al test d’ammissione, molti sono i dubbi e le incertezze, che accompagnano i ragazzi nell’interpretare il testo del bando stesso. A tal proposito, il pooI legale Consulcesi, da oltre vent’anni a supporto dei professionisti del settore medico e socio – sanitario, fornisce consigli e suggerimenti agli aspiranti studenti delle facoltà di Medicina ed Odontoiatria, in relazione al test di ammissione che sono chiamati ad affrontare. Quest’anno, il team Consulcesi ha organizzato un webinar dal titolo “Al bando i dubbi!”, lanciato proprio nei giorni caldi durante i quali i ragazzi erano tenuti a presentare la domanda per la partecipazione al test d’ingresso. 

Il Business Legal Manager Consulcesi, Bruno Borin, insieme a Sara Saurini, Legal Communication Manager, proprio nel corso del webinar hanno spiegato: “Nei diversi anni di attività, abbiamo spesso preso in carico situazioni di esclusione dall’ammissione per vizi di forma legati al bando e, quindi, alla presentazione della documentazione necessaria”. 

Proprio per questo motivo, hanno aggiunto i due esperti legati al team Consulcesi, con il webinar “diamo delle risposte alle domande più frequenti al fine di aiutare tutti coloro che trovano difficoltà ad accedere all’iscrizione al test a numero chiuso di medicina”. Una prima precisazione riguarda la presentazione della domanda di ammissione al test, che si considera completata e conclusa solo con il pagamento della quota di iscrizione e la cui scadenza è stata il 2 agosto. Il test di ammissione consiste in una prova unica per Medicina e Odontoiatria, uguale poi in tutte le sedi d’esame. In particolare, la prova è costituita da 60 domande a risposta multipla, che riguardano cultura generale, logica, chimica, biologia, fisica e matematica. Il tempo a disposizione è di 100 minuti ed è uno degli elementi fondamentali da tenere in considerazione, perché la prova possa essere svolta in modo proficuo ed adeguato. Il test si terrà venerdì 3 settembre alle ore 13, ma prima di iniziare il test sarà necessario acquisire delle informazioni preliminari di fondamentale importanza. Il primo passo è quello di controllare il sito dell’ateneo in cui si andrà a svolgere la prova, al fine di prendere informazioni sulle misure anti-contagio, messe in pratica il giorno del test perché, se i contagi dovessero crescere, potrebbero essere più severe e rigide. Giunto il giorno della prova, sarà necessario arrivare con un buon anticipo, per poter essere sottoposti ai controlli anti Covid previsti in ogni singola Facoltà ed evitando di non arrivare in tempo o di dover fare tutto di fretta. Prima di arrivare sul luogo della prova, è importante controllare i documenti di riconoscimento e la loro effettiva validità. Prima di iniziare a svolgere il test, ogni candidato è chiamato a controllare l’integrità della busta che contiene la prova, provvedendo a denunciare una qualsiasi anomalia. I candidati che avranno ottenuto un punteggio uguale o superiore a 20 entreranno nella graduatoria. Infatti, ogni risposta giusta avrà un valore pari a 1,5 punti, mentre per ogni risposta sbagliata verrà applicata una penalità di 0,4 punti. Invece, se il candidato eviterà di rispondere, l’omissione avrà un valore pari a 0 e, in caso di incertezza, sembra la strada migliore da seguire. Il massimo punteggio che si può conseguire è 90 ma, nel caso si registri una parità, si ricorre ad alcuni criteri particolari per effettuare la valutazione. Le diverse materie d’esame hanno un differente valore specifico e, proprio per questo motivo, sarà importante prestare attenzione ai quesiti ai quali si risponde. Infatti, logica e cultura generale avranno il peso maggiore cui seguiranno, in ordine decrescente biologia, chimica, fisica e matematica. Se anche in seguito a questa nuova valutazione c’è parità tra candidati, la scelta cadrà sullo studente più giovane. 

Infine, il 28 settembre è il giorno in cui avviene la pubblicazione della graduatoria dove, accanto a ciascun nominativo, il candidato troverà diverse denominazioni: “assegnato”, se la prova è stata superata e, in questo caso, sarà necessario effettuare l’immatricolazione entro 4 giorni; “prenotato”, se il candidato è rientrato nella seconda o terza scelta di facoltà, indicata nella domanda. In questo caso, è necessario procedere con la conferma del proprio interesse a restare nella stessa facoltà indicata, entro le ore 12,00 del quinto giorno successivo allo scorrimento della graduatoria, pena l’eliminazione dalla graduatoria stessa. 

Decreto COVID: Arriva il sì definitivo allo Scudo Penale.

In seguito all’esame del Senato in prima lettura, il “Decreto COVID” è stato approvato con 144 voti favorevoli, 25 contrari e 3 astensioni. Tuttavia, per l’ok definitivo è stato necessario attendere il passaggio alla Camera dei Deputati con la conseguente conversione in legge che, lo scorso 25 maggio, si è concretizzata senza problemi. Il provvedimento ha abbracciato numerosi comparti e settori e, tra le novità più importanti, è possibile rintracciarne una che afferisce al mondo medico: lo scudo penale a medici e personale socio – sanitario, impegnati nel servizio nel corso dell’emergenza Covid. In virtù dello scudo penale, “i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose compiuti da quelle categorie sono punibili solo nei casi di colpa grave”. Infatti, lo scudo penale assicura al personale addetto al vaccino (medici e professionisti del settore socio – sanitario) di essere esentato dalle responsabilità penali, civili e contabili collegate alla campagna nazionale di immunizzazione. L’unica eccezione è data dall’eventuale realizzarsi di una “colpa grave” da parte del medico. 

L’istanza è stata avanzata in seguito al registrarsi dei decessi sospetti, avvenuti in seguito alle somministrazioni del vaccino Astrazeneca nei mesi scorsi, prima dei diversi pareri espressi dall’Ema. Infatti, i medici non possono scegliere il vaccino da somministrare e, di conseguenza, non possono  rispondere in modo diretto e personale degli effetti che il vaccino stesso può procurare. Infatti, nel momento in cui il medico ha svolto il suo compito di inoculazione del vaccino, tutto ciò che può avvenire in seguito non può essere legato alla sua responsabilità. Infatti, le uniche responsabilità di cui il medico può rispondere sono legate ai danni causati da “un eventuale sovraddosaggio del siero, della mancata osservazione clinica del paziente dopo l’inoculazione o della scelta di una zona del corpo sbagliata per l’iniezione”. Questi sono i soli casi etichettabili come “colpa grave”. Pertanto, l’entrata in vigore dello scudo penale dovrebbe salvaguardare le seguenti categorie interessate nella campagna vaccinale: i medici ospedalieri, i medici di famiglia, gli specializzandi, i medici ed il personale in pensione che darà la propria disponibilità, gli odontoiatri coinvolti mediante un accordo dedicato, i farmacisti coinvolti, dopo aver conseguito una formazione nel settore. Sindacati e associazioni di rappresentanza dei medici hanno espresso il proprio compiacimento, soprattutto in considerazione del numero di denunce che, quotidianamente, colpisce i colletti bianchi e l’intero personale socio – sanitario. Infatti, già prima della pandemia , la categoria era bersaglio privilegiato, seppur le statistiche mostrano come, in media, 8 casi su 10 si siano risolti con “un nulla di fatto”. Nonostante il felice esito, però, queste denunce hanno comportato un enorme spreco in termini di soldi ed un enorme stress a carico delle persone coinvolte. Inoltre, con l’emergenza sanitaria, il numero delle denunce è salito in modo esponenziale. Massimo Tortorella, presidente del pool legale Consulcesi, parla di un +30%, mostrando il suo compiacimento per l’ok al provvedimento dello scudo penale. Inoltre, attingendo ancora ai dati diffusi da Consulcesi, le statistiche mostrano come siano all’incirca 300000 le cause ancora pendenti e che coinvolgono i professionisti del settore sanitario, con 35000 nuove azioni legali, che si originano ogni anno. Le denunce toccano soprattutto i seguenti ambiti: il 37,9% dei casi tocca gli errori chirurgici, il 15,5% le diagnosi errate, il 10,2% le terapie inadeguate. Tuttavia, sottolinea il pool legale Consulcesi, si tratta di “errori presunti, perché il 66% dei procedimenti civili e il 95% di quelli penali si concludono con un’assoluzione”. 

Anche il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha espresso il suo parere sull’approvazione in Aula al Senato del Decreto Legge Covid, soprattutto in relazione all’articolo 10, che ha sbloccato e sistematizzato il settore dei concorsi pubblici. “È il primo passo per la rivoluzione del reclutamento nella Pubblica amministrazione”, ha affermato Brunetta, annunciando le novità: “Niente più carta e penna, a regime una sola prova scritta digitale, ma in presenza, e una prova orale. Valutazione iniziale dei titoli di studio per le figure ad alta specializzazione tecnica, nel segno della corrispondenza ragionevole tra richiesta dell`amministrazione e livello del posto messo a bando. Un principio che era già nelle intenzioni della norma, come avevo chiarito in audizione il 27 aprile. Basta con le interpretazioni fuorvianti da parte di chi vuole speculare sul futuro dei giovani. Con questa riforma sblocchiamo migliaia di posti di lavoro. Premiare il merito valorizzando i percorsi formativi significa stare dalla parte dei giovani, soprattutto di quelli che possono contare soltanto sullo studio e sull’impegno”.

Concorso Medici di Medicina Generale, Tortorella annuncia: “In migliaia saranno scartati”

Il 28 Aprile scorso in tutta Italia si è tenuto l’ultimo test di ingresso finalizzato all’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Stando a quanto riportato dal team Consulcesi, molti italiani rischiano di non vedersi assegnato il medico di famiglia, poiché più di 10000 partecipanti al test e che aspirano a frequentare il corso saranno esclusi, nonostante il possesso dei requisiti necessari. Infatti, ogni Regione predispone una quota ben definita di posti per gli aspiranti medici di famiglia, il cui Corso è accessibile solo in seguito al superamento di un test costituito da 100 domande. La logica di assegnazione dei posti comporta inevitabilmente che “in migliaia verranno scartati”, sottolinea il team Consulcesi. E le conseguenze sono importanti, poiché la logica di questa modalità di selezione ha un duplice impatto: se da un lato a risentirne sarà soprattutto la carriera dei giovani medici che si vedranno costretti a trovare sorte migliore all’estero, dall’altro il sistema sanitario nazionale mancherà di efficienza. E questo porterà, a sua volta, conseguenze importanti sulla qualità dell’assistenza e della cura che dovrebbe essere dedicata alle persone. Le statistiche diffuse poi dalla Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) mostrano come in Italia i medici di famiglia siano pochi, prevedendo che il numero calerà ulteriormente nel prossimo futuro. Infatti, tra 2 o al massimo 3 anni, molti saranno i medici che andranno in pensione, per un decremento di almeno 10000 – 15000 risorse nel settore. A tal proposito, il presidente del team Consulcesi Massimo Tortorella ha affermato: “E’ inaccettabile, specialmente in questo periodo d’emergenza, in cui la medicina territoriale rappresenta uno snodo chiave per la gestione della pandemia”. Infatti, i candidati al concorso per l’accesso al corso sono stati 11.704, mentre i posti a disposizione sono solo 1302. Questo significa che almeno l’80% degli aspiranti non avrà accesso al percorso e solo 1 candidato su 10 riuscirà a superare lo stretto passaggio della selezione. Oltre ai pochissimi posti a disposizione, c’è la questione del tanto ritardo che accompagna l’indizione dei nuovi bandi di concorso. Pertanto, ben presto in tutto lo stivale si acuirà la già pesante scarsità di medici di famiglia. Ancora una volta è Massimo Tortorella, Presidente del team Consulcesi, a lanciare l’allarme: “Rischiamo così di ritrovarci senza medici di famiglia in un contesto probabilmente post-pandemico con una popolazione sempre più anziana e malata”, aggiungendo che “se c’è una cosa che ci ha insegnato questa emergenza è che la medicina del territorio ha un valore strategico inestimabile”. Inoltre, anche quest’anno il team legale Consulcesi sta assicurando vicinanza e sostegno a tutti i partecipanti al concorso. Qualora questi ultimi provino di essere stati esclusi per modalità non afferenti ai contenuti della prova, ma per irregolarità rinvenute nel corso della stessa, Consulcesi ha messo a disposizione un numero (800 189 091), a cui è collegato uno sportello gratuito; questo servizio sarà utile per reperire tutte le segnalazioni che potrebbero giungere. A questo punto, i legali di Consulcesi si metteranno a disposizione degli utenti, al fine di esaminare tutte le informazioni giunte e per valutare la possibilità di avanzare un ricorso formale. Le irregolarità su cui il team Consulcesi si impegna a vigilare in modo più attento fanno riferimento ai casi maggiormente registrati nel corso delle prove durante gli anni: la alterazioni alle buste contenenti la prova; modifiche non pianificate delle aule; scambi di informazioni e collaborazione tra i candidati; introduzione di smartphone, tablet, libri o qualsiasi altro materiale, che potrebbe agevolare il candidato nel sostenere e superare la prova.

COVID-19, CONSULCESI: SENZA APPLICAZIONE LEGGE GELLI ATTESO AUMENTO DEL 15% DELLE CAUSE CONTRO MEDICI

Il Presidente Tortorella: «Giusto accertare eventuali responsabilità, ma senza i decreti attuativi della Legge 24 per medici sarà lotta ìmpari». 

Consulcesi pronta a formare online sull’argomento tutti gli operatori sanitari gratuitamente con un nuovo corso Fad

Vogliamo davvero che medici ed operatori sanitari che ci hanno salvato dal Covid-19 vengano trascinati in Tribunale? Se lo chiede il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella, evidenziando i rischi legati ai vuoti normativi che potrebbero innescare un nuovo fronte di denunce da parte delle vittime da Covid-19. «Il numero delle associazioni e dei movimenti che supportano i pazienti, spesso in inutili battaglie legali contro i medici, cresce rapidamente. Si sta addirittura creando una rete internazionale a questo scopo.  Crediamo che sia un diritto insindacabile indagare se ci sono state carenze, lacune e omissioni nella gestione dell’emergenza sanitaria, ma la legge prevede che tutti debbano avere gli stessi diritti e le stesse possibilità di difendersi. Quindi, anche i professionisti sanitari». 

Il Presidente di Consulcesi afferma chiaramente di temere una «lotta ìmpari, dove i medici da eroi salvatori si trasformeranno in capri espiatori. Noi non lo permetteremo e metteremo in campo tutte le armi a nostra disposizione per evitarlo». Secondo Consulcesi la soluzione sarebbe quella già indicata da Federico Gelli, che insieme all’ex collega Amedeo Bianco, è l’estensore della Legge 24.  La norma che regola la responsabilità professionale di tutti gli esercenti le professioni sanitarie, tutelandoli da battaglie legali inutili, è bloccata in attesa dei decreti attuativi e non è dunque pienamente operativa. La firma del ministro allo Sviluppo Economico Patuanelli è nell’aria da tempo, ma tarda ancora ad arrivare nonostante i pareri positivi del dicastero da lui presieduto e da quello alla Salute. Al ministro Roberto Speranza verrà invece richiesta l’emanazione di un quarto decreto attuativo che istituisce il Fondo di garanzia e di solidarietà per i pazienti che hanno avuto un danno dal sistema sanitario e non hanno potuto riscuotere il premio.

«Un sistema, come quello attuale, a maglie larghe – commenta ancora Tortorella – potrebbe prestare il fianco ad azioni in cui verrebbero chiamati in causa i professionisti ed andare dunque ad implementare i faldoni di richieste di risarcimenti già riempiono i tribunali di tutta Italia: sappiamo che in Italia nell’ultimo decennio ci sono state 35mila nuove azioni ogni anno con oltre 300mila procedimenti aperti. Numeri che, per effetto del Covid-19, rischiano di salire, secondo le nostre stime, di almeno un 15%».

Da Consulcesi arriva dunque l’invito a colmare rapidamente il vuoto normativo e contestualmente l’appello a far tesoro della lezione lasciata da questa prima ondata del virus. «Sarà importante che i protocolli di intervento per il Covid siano conosciuti e applicati da tutti i professionisti sanitari, essendo il benchmark su cui si misura la responsabilità professionale previsto dalla legge 24. Per questo la formazione gioca un ruolo di primaria importanza come evidenzia anche la legge Gelli-Bianco. Per questo abbiamo lanciato il  nuovo corso Fad sul tema della responsabilità professionale ai tempi del Covid-19 che tutti i professionisti potranno seguire gratuitamente».

Ufficio stampa 380 4648501

Test di Medicina 2020, il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella: “Garantire una prova d’ammissione equa e meritocratica”

Settembre è ormai vicino e molti aspiranti medici si preparano al test d’ingresso per l’iscrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia in tutta Italia. A tal proposito, il Ministero dell’Università ha proposto di incrementare di 1500 unità i posti disponibili, così da permettere un numero maggiore di ingressi. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) ha espresso le sue perplessità, ritenendo eccessivamente alto questo numero e ponendo l’attenzione sul rischio dell’imbuto formativo. Infatti, sono già 22000 i medici laureati ed abilitati, mentre sono solo 11000 i posti disponibili nel dopo laurea. Massimo Tortorella, presidente del team legale Consulcesi, punto di riferimento per il sostegno legale e la formazione dei professionisti nel settore sanitario, si è espresso sui test d’ingresso a Medicina, affermando come sia necessario “garantire una prova d’ammissione equa e meritocratica”, soprattutto che sia in grado di mettere in luce le qualità ed il valore degli aspiranti medici “oltre che tenere conto dell’imbuto formativo che ogni anno si viene a creare tra i nuovi laureati e il numero più basso di borse di specializzazione”. Allo stesso tempo, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella sostiene l’idea del presidente Filippo Anelli. Quest’ultimo, infatti, mostra compiacimento per l’auspicato incremento dei posti per l’ingresso a Medicina, seppur sostenga l’importanza di effettuare “un cambiamento nei test di ingresso”. 

Modifiche nelle prove auspicate anche dal presidente del team Consulcesi, Massimo Tortorella che, anche in occasione dell’ultima edizione delle prove di ingresso, ha dovuto curare decina di migliaia di ricorsi di studenti reduci dai test e che chiedevano di immatricolarsi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Infatti, stando agli ultimi dati diffusi da Consulcesi, nel corso degli ultimi test per l’ingresso a Medicina, sono state riscontrate irregolarità importanti. Il 20% delle situazioni anomale ha riguardato l’uso improprio del cellulare in aula, il 16% domande di difficile interpretazione, mentre oltre il 43% dei casi segnalati ha riportato casi di suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova, persone che potevano uscire liberamente dall’aula, membri della commissione che parlavano con i candidati, plichi manomessi, favoritismi, identificazione effettuata in modo non conforme alla procedura prevista per lo svolgimento della prova. Una situazione che sembra abbia interessato 27 dei 41 atenei dove si tenevano le prove. 

Studiando le statistiche a disposizione, il 21% delle irregolarità sono giunte dagli atenei situati al Nord, il 36% dal Sud, mentre il 43% dal Centro. In particolare, il 18% delle segnalazioni è giunto da Roma, il 10% da Napoli, il 7% da Milano. Così, sono partiti anche molti ricorsi. In particolare, il 79% dei reclami sono giunti dalle realtà del Centro – Sud.  Soprattutto in questo particolare momento storico, con il mondo colpito duramente da questa epidemia, diventa ancora più importante focalizzare l’attenzione sulle professioni medico – sanitarie, oltre che sulla necessità di assicurare un’adeguata retribuzione economica al personale e un giusto numero di risorse umane al Sistema Sanitario Nazionale. Dando uno sguardo ai numeri fatti registrare l’anno scorso, è possibile notare come siano stati 68694 i candidati iscritti alle prove di ingresso per i test di ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria, per solo 11572 posti disponibili. Con l’incremento previsto dal Ministero, invece, quest’anno i posti ammonterebbero a 13072. Ancora lo scorso il 48% dei candidati, all’incirca 33000 unità, ha conseguito un punteggio valido al test. In genere, 6000 aspiranti medici, il 25%, rinuncia a procedere con il ricorso o cambia facoltà. Se si sommani queste cifre ai candidati invece ammessi, si nota come siano stati almeno 18450 i potenziali ricorrenti all’accesso alla Facoltà di Medicina attraverso la pratica del ricorso. Queste statistiche potrebbero aumentare proprio quest’anno, visto il potenziale incremento dei posti disponibili e delle persone che aspirano ad intraprendere la carriera medica. Anche lo scorso anno il team legale Consulcesi ha sostenuto gli studenti ricorrenti, permettendo a 250 candidati l’ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, grazie ai reclami accolti dal Consiglio di Stato. Massimo Tortorella, presidente del team legale Consulcesi, ha sottolineato come “ogni anno, a molti studenti meritevoli viene negato il diritto allo studio non solo a causa di un sistema che giudica le capacità sulla base di un test che palesa irregolarità ed illeciti”.Infatti, lo stesso Massimo Tortorella, ha affermato che, a suo parere, “il sistema è inadeguato a selezionare meritocraticamente la classe medica del futuro, a discapito non solo degli studenti, ma anche del Servizio sanitario nazionale e dunque della salute dei cittadini”.

CORONAVIRUS, CONSULCESI DONA UN MILIONE DI EURO

TABLET PER FAR COMUNICARE FAMIGLIE E MALATI 

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PER MEDICI E INFERMIERI

Il Presidente Massimo Tortorella: «Siamo nati per stare al fianco degli operatori sanitari e nella nostra storia la missione è stata difenderli con le battaglie legali. Ora li sosteniamo con mascherine, tute, ventilatori, respiratori ma pensiamo anche ai loro pazienti e non lasciarli solo dando la possibilità di restare in contatto con i loro tablet grazie alla tecnologia»

Roma, 6 aprile 2020 – 230 Tablet, 67 mila mascherine FF2 e FF3, 10 mila tute, 55 ventilatori oltre a piattaforme di formazione e comunicazione per medici e operatori sanitari, utilizzabili anche dai pazienti per tenersi in contatto con i loro cari, con un investimento totale di un milione di euro. È questa la prova tangibile dell’impegno di Consulcesi messo in campo per aiutare gli operatori sanitari a contrastare l’emergenza globale da Coronavirus. Una presa di responsabilità che nasce dall’idea di restituire a chi ha gli ha dato fiducia e permesso, negli anni, di diventare il principale network legale e di formazione per medici e operatori sanitari con oltre 120 mila camici bianchi. 

«Consulcesi è nata per stare al fianco degli operatori sanitari ed oggi più che mai è un nostro preciso dovere fare tutto quello nelle nostre possibilità per supportarli – afferma il Presidente Massimo Tortorella –  In questo momento storico difficile medici e operatori sanitari stanno pagando il prezzo più alto. Il nostro contributo vuole essere un aiuto concreto laddove c’è più bisogno, sul luogo di lavoro dove mancano mascherine, tute e dispositivi di protezione per chi con sacrificio, impegno, professionalità e abnegazione ci farà uscire da questa situazione. In più doniamo alle strutture anche dei tablet in modo tale da poter consentire ai pazienti di comunicare con i loro familiari. Spesso si tratta di persone anziane, con poco familiarità con gli strumenti tecnologici che tutti noi utilizziamo in questo periodo per comunicare. A tal proposito lanceremo anche un corso di alfabetizzazione digitale». 

La cospicua donazione di Consulcesi è stata suddivisa sulla base di un criterio di necessità: fornire i dispositivi che mancano maggiormente alle strutture ospedaliere e distribuire territorialmente strumenti sulla base di richieste on demand. 

L’elenco della distribuzione dell’investimento Consulcesi: 

  • Ospedale San Matteo Pavia: 10 mila mascherine, 7 ventilatori fissi
  • Ospedale Locarno: 5 mila mascherine, 2 mila tute, 8 ventilatori fissi
  • Ospedale Fiera Milano: 30 mila mascherine, 5 mila tute, 35 ventilatori fissi, 150 tablet
  • Comune Ticino e Ospedale: 70 tablet
  • Ordine Medici Bergamo: 5 mila mascherine 
  • Federazione Italiana Medici Medicina Generale: 3 mila mascherine 
  • Segretariato Italiano Giovani Medici: 3 mila mascherine
  • Sanità di Frontiera Onlus: 300 mascherine, 30 tute
  • Federfarma Roma: 3 mila mascherine
  • Ordine Medici di Roma: 5 mila mascherine
  • Federfarma Torino: 3 mila mascherine
  • FNOPI (Infermieri): 5 mila mascherine

Oltre a fornire dispositivi di sicurezza (dpi), Consulcesi in questa fase emergenziale sta anche portando avanti progetti formativi riservati ai professionisti sanitari ma anche al grande pubblico. È in stampa un libro, a cui seguirà un Docufilm, che attraverso gli autorevoli contributi dei maggiori esperti, fotografa l’attuale situazione e  approfondisce gli aspetti scientifici e psicologici della diffusione del virus. Un progetto dunque formativo ed informativo.  «La formazione rappresenta l’arma più potente nel lungo periodo tra gli operatori sanitari per aggiornare le proprie conoscenze, rispondendo all’obbligo Ecm, ma anche per creare dei protocolli sanitari a livello nazionale ed internazionale. In questa direzione – ricorda Tortorella – va il Docufilm formativo “Covid-19 – il virus della Paura” che, avvalendosi della forza comunicativa del cinema e delle più avanzate tecnologie, oltre che del supporto scientifico dei principali esperti mondiali e delle più importanti istituzioni sanitarie, analizzerà anche il fenomeno delle psicosi alimentato anche da teorie complottiste e fake news».