Giornata Mondiale dell’Udito: adeguata formazione tra le sei raccomandazioni dell’OMS

La nuova guida dell’OMS per la musica negli eventi live Consulcesi lancia il corso per medici e operatori sanitari per la comunicazione con persone affette da deficit uditivi

Garantire un’adeguata formazione e informazione del personale tra le sei raccomandazioni necessarie per contrastare l’emergenza ‘sordità’ che vede oltre un miliardo di giovani in tutto il mondo a rischio di perdita d’udito. La notizia è stata lanciata dall’OMS in occasione della Giornata mondiale dell’udito del 3 marzo

Dopo due anni di emergenza sanitaria, infatti, tornano quasi ovunque gli eventi a piena capienza in club, discoteche e sale da concerto, ma spesso le misure minime per prevenire disturbi dell’udito non sono garantite. Per questo, l’OMS ha pubblicato il Global standard for safe listening venues and events in occasione della VII Giornata Mondiale, la nuova guida con sei punti chiave per agire in tempo. Oltre alla formazione del personale dei locali, altre raccomandazioni sono: sonoro medio massimo di 100 decibel; monitoraggio in tempo reale e registrazione dei livelli sonori mediante apparecchiature calibrate; ottimizzazione dell’acustica del locale e dei sistemi audio; la messa a disposizione del pubblico della protezione personale dell’udito, comprese le istruzioni per l’uso e l’accesso alle zone silenziose per consentire alle persone di riposare le orecchie e ridurre il rischio di danni all’udito. 

Raccogliendo l’appello dell’OMS, Consulcesi lancia il corso “In reciproco ascolto. Interagire con il paziente sordo in situazione normale e di emergenza”, in collaborazione con Emergenza Sordi APS per formare ed informare adeguatamente pediatri, medici di base, infermieri e tutti i camici bianchi responsabili della salute dei cittadini.  

Il corso, partendo dal riconoscimento della persona sorda sulla base di comportamenti fisici e psicologici, in particolar modo nelle situazioni di emergenza, approfondirà poi aspetti comunicativi e relazionali al fine di fornire ai partecipanti strumenti per riconoscere, gestire e comunicare al meglio in situazioni di emergenza e non, che vedano coinvolte persone affette da questa disabilità.

La perdita di udito è un problema che riguarda un crescente numero di persone in tutto il mondo. Secondo il rapporto 2021 dell’OMS sono oltre 430 milioni quelle che ne sono già affette e si stima una crescita entro il 2050 tale da raggiungere quasi i 700 milioni.

“In Italia circa il 12% della popolazione è affetta da problemi di udito più o meno gravi, di cui 45mila sorde, e con i numeri destinati ad alzarsi, risulta ancora più importante lavorare per garantire e rafforzare il diritto di pari accessibilità di sordi e udenti, sancito nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Diritto legato in modo imprescindibile al diritto alla cura e che deve tradursi sempre più in ambienti pronti ad accogliere e professionisti abili nella comunicazione soprattutto in situazioni di emergenza e di primo soccorso, per poter garantire a tutti la migliore assistenza possibile”, dichiara il Dott. Luca Rotondi, esperto nella gestione delle emergenze per le persone sorde e Presidente di Emergenza Sordi, Associazione per il Sociale che promuove l’accessibilità ai servizi di emergenza e la cultura del primo soccorso sia verso sordi che udenti.

Consulcesi – Massimo Tortorella

Consulcesi: in aumento sanzioni per operatori sanitari, una guida per orientarsi nel caos normativo

Simona Gori, amministratore delegato di Consulcesi & Partners: “I professionisti sanitari fanno parte di una categoria sovraesposta al controllo disciplinare e questo anche con conseguenze molto serie per la loro carriera. Ecco perché è importante conoscere i pericoli e imparare ad affrontarli tempestivamente”.

Tra decreti legislativi, leggi, norme, codici etici e regolamenti aziendali il lavoro dei medici e degli operatori sanitari in generale è diventata una corsa ad ostacoli. Non a caso, negli ultimi anni, e ancor di più con l’emergenza Covid, si è verificato un vero e proprio boom di procedimenti e sanzioni a carico degli operatori sanitari con conseguenze più o meno gravi sulla loro carriera e, in alcuni casi, anche sulla qualità delle prestazioni che diventano così “eccessivamente prudenti”. Per aiutarli a orientarsi in questo caos normativo e in questa giungla di sanzioni gli esperti Consulcesi & Partners hanno organizzato il webinar intitolato “Conseguenze disciplinari della responsabilità sanitaria”, nell’ambito del quale viene offerta una guida per prevenire e prepararsi ad eventuali contenziosi legali e contestazioni da parte degli ordini professionali di appartenenza. “Ogni giorno l’operatore sanitario si muove in una ragnatela di decreti legislativi, di leggi, di norme, di codici etici e regolamenti aziendali”, dice Simona Gori, amministratore delegato di Consulcesi & Partners di Massimo Tortorella “I professionisti sanitari fanno parte di una categoria sovraesposta al controllo disciplinare – prosegue – e questo anche con conseguenze molto serie per la carriera. Per comprendere l’importanza di questo tema basta pensare ai professionisti sanitari coinvolti in casi di malpractice medica e che sono spesso sottoposti a un vero e proprio fuoco incrociato: dall’apertura delle indagini penali alle richieste risarcitorie che sono molto spesso ingenti, alle domande di rivalsa proposte dalle strutture per cui lavorano per poi arrivare addirittura agli esposti presentati agli ordini di appartenenza”

Essere iscritti all’albo professionale consente ai pazienti di presentare una vera e propria denuncia per violazioni delle norme deontologiche con implicazioni che provocano seri danni professionali. “Le pene si stanno inasprendo – riferisce Gori – anche per l’educazione continua che è obbligatoria in medicina. Un tema molto attuale in vista dell’imminente scadenza del triennio formativo, previsto per il prossimo 31 dicembre, e viste le sanzioni che sono state già annunciate. Tutto questo senza dimenticare le ripercussioni che tutto questo ha sia sulla carriera che sulla partecipazione ai concorsi pubblici”. Nel webinar vengono offerti consigli pratici che in modo semplice e chiaro possono indicano all’operatore sanitario quali strumenti si possono usare per difendersi dal proprio ordine professionale, evitando di incorrere in possibili sanzioni e mantenendo integra la propria carriera professionale. “Oggi l’operatore sanitario deve organizzare una sorta di tutela anticipata della propria professione, suggerisce l’avvocato Marco Croce, partner del network C&P. “Deve immediatamente tutelarsi con l’ente con cui ha il rapporto di lavoro e deve documentare con completezza tutto ciò che accade”, aggiunge. Prevenire è meglio che curare. “E’ bene quindi avere l’abitudine di conservare in maniera diligente, completa, integrale e verificabile le cartelle cliniche e la documentazione sanitaria”, dice Croce. “Deve cioè poter rendere conto di ciò che ha fatto sia alla struttura ordinistica che lavorativa. Se tutto si fa con contemporaneità, con presenza a sé stessi, con dedizione e con diligenza – continua – si entra nell’ottica di procedure standardizzate e validate di comportamento e di atti terapeutici e sanitario che mettono a riparo da successive vicende non gradevoli”.

Infine, la formazione può essere di grandissimo aiuto in caso di contenzioso. “Il professionista della salute che è in grado di dimostrare di avere un curriculum degno del proprio percorso formativo e di esibire un dossier del proprio aggiornamento formativo articolato, ricco, pertinente e soddisfacente, apparirà certamente più autorevole agli occhi di un magistrato o di chi è chiamato a valutare la sua professione”, dice Croce. Concorda con questa posizione Giuseppe Petrella, coordinatore scientifico del provider Sanità Informazione e presidente della Commissione Digitalizzazione e Cybersecurity del Servizio Sanitario Nazionale presso il ministero della Salute. “Quando vengo chiamato a svolgere delle perizie e vedo che il collega non ha fatto un adeguato percorso formativo non sono propenso a dare valutazioni favorevoli del suo operato”, dice. “Un medico che non si aggiorna non può offrire quell’assistenza qualificata che un paziente merita. Aggiornarsi quindi – conclude – è un dovere che permette al medico di onorare il suo giuramento, quello di curare nel miglior modo possibile le persone”.

Telemedicina, sicurezza e blockchain: la sanità del futuro nella “ebook series” di Consulcesi

Nel nuovo piano formativo le sfide della sanità digitale e la protezione di dati e dei sistemi sempre più vulnerabili come conferma il recente attacco hacker alla Regione Lazio

Così come nello sport, in cui l’Italia sta eccellendo alle Olimpiadi, la più grande sfida in ambito sanitario è rappresentata della telemedicina, dalla sua implementazione al suo pieno sviluppo nel Servizio Sanitario Nazionale. E Consulcesi, tra i principali provider di formazione sanitaria, schiera una ‘tripletta’ di ebook per una formazione da numeri uno, per aiutare medici e operatori sanitari a non farsi cogliere impreparati a questa sfida. A partire dal libro scritto da Ciro Galiano con l’introduzione di Francesco Gabbrielli, direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e Giuseppe Petrella, presidente Commissione per l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi sanitari del Ministero della Salute dal titolo ‘Telemedicina tra presente e futuro’. Poi, si potrà leggere E- health, il futuro dell’assistenza sanitaria che approfondisce i fattori di criticità che incidono sul lavoro degli operatori sanitari e sul sistema, con un focus specifico dedicato alla Telemedicina. 

In tema di sicurezza, sono tante le sfide e le opportunità offerte dalla tecnologia blockchain, tema del terzo ebook. Il terribile attacco hacker che ha subito la Regione Lazio, definita da Zingaretti ‘atto terroristico’ fa riflettere sul vulnus e le fragilità dei sistemi sanitari in ambito sicurezza.  La lettura di ‘Blockchain sfide e opportunità’ offre una visione chiara della Blockchain e la sua applicazione nell’immediato futuro. In particolare, l’utente apprenderà le nozioni relative a funzionamento, applicabilità e integrazione nel sistema sanitario e farmaceutico. Tema approfondito anche nell’ultimo prodotto editoriale di Consulcesi, il libro, anche in formato ebook e audiolibro ‘Capitale Digitale’ di Massimo Tortorella edito da Paesi Edizioni. I primi 100 partecipanti che completeranno i tre corsi dedicati alla telemedicina riceveranno una copia cartacea del libro del Presidente Consulcesi.

Ma la formazione non finisce qui. Gli audiolibri, i podcast su  Spotify, i corsi in realtà aumentata nei diversi ambiti della sanità e della salute sono solo alcune delle possibilità offerte da Consulcesi sempre con lo scopo di proporre contenuti scientificamente rilevanti, a cura di esperti di alto livello, con la direzione scientifica di Guido Rasi, a cui accedere facilmente grazie al digitale. 

Telemedicina, sicurezza e blockchain: la sanità del futuro nella “ebook series” di Consulcesi

Nel nuovo piano formativo le sfide della sanità digitale e la protezione di dati e dei sistemi sempre più vulnerabili come conferma il recente attacco hacker alla Regione Lazio

Così come nello sport, in cui l’Italia sta eccellendo alle Olimpiadi, la più grande sfida in ambito sanitario è rappresentata della telemedicina, dalla sua implementazione al suo pieno sviluppo nel Servizio Sanitario Nazionale. E Consulcesi, tra i principali provider di formazione sanitaria, schiera una ‘tripletta’ di ebook per una formazione da numeri uno, per aiutare medici e operatori sanitari a non farsi cogliere impreparati a questa sfida. A partire dal libro scritto da Ciro Galiano con l’introduzione di Francesco Gabbrielli, direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e Giuseppe Petrella, presidente Commissione per l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi sanitari del Ministero della Salute dal titolo ‘Telemedicina tra presente e futuro’. Poi, si potrà leggere E- health, il futuro dell’assistenza sanitaria che approfondisce i fattori di criticità che incidono sul lavoro degli operatori sanitari e sul sistema, con un focus specifico dedicato alla Telemedicina. 

In tema di sicurezza, sono tante le sfide e le opportunità offerte dalla tecnologia blockchain, tema del terzo ebook. Il terribile attacco hacker che ha subito la Regione Lazio, definita da Zingaretti ‘atto terroristico’ fa riflettere sul vulnus e le fragilità dei sistemi sanitari in ambito sicurezza.  La lettura di ‘Blockchain sfide e opportunità’ offre una visione chiara della Blockchain e la sua applicazione nell’immediato futuro. In particolare, l’utente apprenderà le nozioni relative a funzionamento, applicabilità e integrazione nel sistema sanitario e farmaceutico. Tema approfondito anche nell’ultimo prodotto editoriale di Consulcesi, il libro, anche in formato ebook e audiolibro ‘Capitale Digitale’ di Massimo Tortorella edito da Paesi Edizioni. I primi 100 partecipanti che completeranno i tre corsi dedicati alla telemedicina riceveranno una copia cartacea del libro del Presidente Consulcesi.

Ma la formazione non finisce qui. Gli audiolibri, i podcast su  Spotify, i corsi in realtà aumentata nei diversi ambiti della sanità e della salute sono solo alcune delle possibilità offerte da Consulcesi sempre con lo scopo di proporre contenuti scientificamente rilevanti, a cura di esperti di alto livello, con la direzione scientifica di Guido Rasi, a cui accedere facilmente grazie al digitale. 

Ufficio stampa Consulcesi 

380 46 48 501 / 328 48 12 859

Sport all’aria aperta quando fa freddo?

SPORT ALL’ARIA APERTA ANCHE NEI GIORNI DELLA MERLA? LO SPECIALISTA DI CONSULCESI CLUB SFATA I FALSI MITI

Il professor Leonardo Calò, Direttore UOC di Cardiologia del Policlinico Casilino e docente dei corsi di Consulcesi Club, spiega perché è importante affrontare il calo delle temperature e non interrompere la propria attività fisica: «Le soluzioni per tenersi in forma anche nei mesi più freddi e piovosi ci sono, basta fare tutto con intelligenza»

Nei giorni più freddi dell’anno, i cosiddetti “Giorni della Merla”, anche chi è abituato a praticare attività fisica all’aperto rischia di farsi demotivare da basse temperature e clima avverso. Eppure, c’è più di un buon motivo per alzarsi dal letto, coprirsi bene e affrontare il freddo per fare un po’ di sport: Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, in collaborazione con il portale web Sanità Informazione, ha voluto sfatare i falsi miti e stilare un utile vademecum grazie al professor Leonardo Calò, Direttore UOC di Cardiologia del Policlinico Casilino.

SERVE CONTINUITÀ NELLO SPORT. Molto spesso accade che una persona tenda a fare il possibile per tenersi in forma in estate, o comunque in condizioni climatiche favorevoli. Nelle giornate un po’ più fredde o con pioggia, la stessa persona tenderà a mollare e a rimandare tutto a quando il tempo sarà più idoneo. Questo è un atteggiamento molto negativo perché la continuità dell’attività fisica è uno degli aspetti più impattanti per la nostra salute.

L’ARIA APERTA CI FA BENE. Se l’attività fisica viene fatta all’aria aperta in luoghi come boschi o prati, l’organismo umano risente positivamente dell’impatto dell’ossigenazione, per cui senza dubbio è da preferire rispetto all’attività svolta al chiuso.

NO AGLI EROISMI. Non c’è bisogno di prestazioni ‘eroiche’. Basta un’attività moderata come lunghe passeggiate a passo veloce o jogging.

MAGGIORE ATTENZIONE ALLA FASE DEL RISCALDAMENTO. In presenza di basse temperature la fase del riscaldamento deve essere curata con più attenzione, al fine di evitare strappi muscolari e problemi simili. Con un riscaldamento della durata di una decina di minuti, riusciremo ad avere una vasodilatazione arteriosa adeguata e il nostro sangue potrà distribuire ai muscoli una portata di flusso idonea.

L’IMPORTANZA DEL GIUSTO ABBIGLIAMENTO. È necessario coprirsi bene e farlo a strati. Il classico keeway va benissimo in condizioni metereologiche mutevoli o quando piove, ma si può anche provare a munirsi di coperture che possono essere tolte durante il tragitto. È ovvio che quando il tempo è molto cattivo è consigliabile non uscire per evitare di bagnarsi per strada e magari ammalarsi successivamente. Il rischio per la salute, in questo caso, non è tanto il freddo in sé, quanto lo stare accaldati e bagnati in una zona ventilata. Il consiglio dunque è di evitare situazioni del genere e di coprirsi rapidamente e farsi una doccia calda.

Ufficio stampa 340.8293082 – 328.4812859

Aggressioni medici: di chi la responsabilità?

Cassazione: tutela spetta al datore di lavoro, sia pubblico che privato

Solo nell’ultimo anno il 50% tra medici e operatori sanitari hanno subito aggressioni, il 4% è stato vittima di violenza fisica. Stando a un’indagine della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione poteva essere prevista. Tuttavia il 78% degli intervistati non sa se esistano procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza.

Consulcesi & Partners, il network legale che tutela i diritti degli operatori sanitari, interviene per rendere nota una sentenza della Cassazione, la 14556/17, sul caso di un infermiere aggredito mentre prestava servizio al Pronto soccorso. Il lavoratore aveva chiesto la condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno biologico, morale e professionale e i supremi giudici hanno sancito che proprio al datore di lavoro spetta “l’onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi dell’evento medesimo”.

“Al fianco delle iniziative penali e civili, che di regola vedono imputato solo l’aggressore – spiega Consulcesi & Partners – la giurisprudenza ha delineato quindi la possibilità di individuare una responsabilità concreta proprio a carico del datore di lavoro pubblico o privato che, non garantendo l’incolumità del lavoratore, concorre a generare situazioni che agevolano fenomeni di aggressione da parte di pazienti o dei loro familiari”.

Blockchain: UE in ritardo, serve regolamentazione

BLOCKCHAIN: UE IN RITARDO, DALL’ITALIA L’APPELLO: «SERVE
REGOLAMENTAZIONE, VOGLIAMO ESSERE PROTAGONISTI»

Istituzioni comunitarie a confronto sui gap da colmare per cogliere vantaggi e sfide della tecnologia Blockchain durante la presentazione al Parlamento Ue del libro “Cripto-Svelate” scritto dagli imprenditori Andrea e Massimo Tortorella Consulcoin Cryptocurrency Fund: primo fondo europeo regolato al mondo, in collaborazione con Mashfrog SpA, una delle principali aziende nell’industria fintech Consulcesi Tech e Link Campus University lanciano il Master in “Blockchain ed Economia delle criptovalute”

BRUXELLES. «Serve certezza del diritto per dare la possibilità a questa tecnologia di svilupparsi» spiega l’eurodeputata Eva Kaili, autrice della risoluzione sulla Blockchain recentemente approvata dal Parlamento Ue, durante la presentazione a Bruxelles del libro “Cripto-Svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro” (Paesi Edizioni) di Andrea e Massimo Tortorella.
I due imprenditori, rispettivamente CEO di Consulcesi Tech e Presidente di Consulcesi Group, hanno incontrato anche il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, per portare all’attenzione delle massime istituzioni comunitarie la volontà dell’Italia di essere protagonista di questo nuovo paradigma digitale.
Ulteriori ritardi, però, metterebbero a rischio la capacità dell’Ue di diventare l’hub di riferimento a livello mondiale per la Blockchain.

«In Europa abbiamo atteso troppo, adesso dobbiamo recuperare velocità per arrivare primi al mondo» sottolinea l’europarlamentare Andreas Schwab, membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, tra i relatori della presentazione di “Cripto-Svelate”.
«Qui in Europa abbiamo sentito una chiara volontà da parte del Presidente del Parlamento europeo e dalla Commissione di regolamentare la materia del Fintech. Il mondo sta andando verso una regolamentazione del mercato» dichiara Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi Group.
«Siamo qui per ribadire che anche l’Italia è presente, – conclude Andrea Tortorella, CEO di Consulcesi Tech – più che di ritardo parlerei di una forte volontà di essere protagonista da parte del nostro Paese. Ogni Stato deve contribuire a definire le regole del gioco di questa tecnologia».

È notizia recente, infatti, l’approvazione, da parte dell’Autorità di Vigilanza del Settore Finanziario di Malta, della licenza per la costituzione di ConsulCoin Cryptocurrency Fund. Primo esempio di fondo di investimento regolato in Europa su criptovalute e tecnologia Blockchain, è stato creato proprio grazie a Consulcesi Tech, società hi-tech negli ambiti della Blockchain e della Cybersecurity, nata come spin-off di Consulcesi Group, realtà europea dedicata ai professionisti del settore medico sanitario, con un’esperienza decennale nei servizi tecnologici, finanziari, legali e assicurativi. Tra gli esperti coinvolti spiccano: Core Asset Management SA, società con oltre 20 anni d’esperienza nella
gestione patrimoniale in Svizzera; Aurum Trust & Finance SA, Family Office indipendente svizzero con una vasta esperienza in consulenza, innovazioni finanziarie e strategie di gestione del patrimonio; Mashfrog SpA, una delle principali aziende nell’industria fintech con una grande expertise nella generazione di Token blockchain e nella realizzazione di smart contract che ha lanciato la prima ICO europea dei RoboAdvisor. Inoltre, Consulcesi Tech, in collaborazione con la Link Campus University di Roma, a breve inaugurerà un Master in “Blockchain ed Economia delle criptovalute”. Si tratta del primo corso post-laurea sul tema in tutta Europa, e si potrà pagare utilizzando le monete digitali.

Blockchain nel mondo del lavoro

Festa Nazionale UDC, Andrea Tortorella (Consulcesi Tech): «Blockchain nel mondo del lavoro, rivoluzione già in atto»

«La Blockchain è destinata a rivoluzionare il rapporto tra pubblico e privato e soprattutto il mondo del lavoro, perché è materia di politica industriale, di investimenti economici, di modernizzazione di un Paese e di competitività sui mercati esteri. La Blockchain, per l’organizzazione aziendale, è una rivoluzione già in atto».
Così Andrea Tortorella, Ceo di Consulcesi Tech e autore del libro “Cripto-Svelate.  Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro”, intervenuto alla Festa Nazionale dell’UDC in corso a Fiuggi. «Attraverso la Blockchain, selezione dei candidati, valutazione dei curricula, verifica dei dati, certificazione delle
qualifiche, stesura dei contratti di lavoro attraverso ‘smart contracts’ e pagamento dei dipendenti – elenca Tortorella – diventano processi automatizzati, semplici, sicuri. Tutto ciò non in un ipotetico domani: il futuro del lavoro è già qui tra noi, e a Consulcesi Tech ci stiamo già lavorando».
«Le nuove tecnologie hanno già cambiato il mondo del lavoro: dopo l’industria 4.0 – spiega Tortorella – anche il settore terziario non sarà più lo stesso. Tutto ciò non ci deve spaventare: l’unica scelta sensata è quella di abbracciare l’innovazione, che non rappresenta lo spettro di nuove diseguaglianze tra i lavoratori, – conclude – ma è anzi destinata a migliorare in generale la vita di tutti noi, anche attraverso l’applicazione della Blockchain al settore della solidarietà e della charity».

Blockchain: così salverà il Made in Italy in tavola e la nostra salute

Il besteller ai vertici delle classifiche “Cripto-Svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro” affronta il tema della sicurezza alimentare e dell’anti-contraffazione dei prodotti Made in Italy

Andrea Tortorella, autore del libro e CEO di Consulcesi Tech: «Con la Blockchain la filiera alimentare diventa completamente tracciabile: ‘parmesan’ e ‘mozzarille’ costano al nostro Paese 65 miliardi di euro ogni anno ma la tecnologia renderà impossibile ingannare i consumatori»

“Parmesan” e “mozzarille” addio, il futuro della tracciabilità alimentare è già qui e si chiama Blockchain. Il fenomeno dell’italian sounding, ovvero l’utilizzo denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia in prodotti che, però, di Made in Italy non hanno proprio nulla, costa al nostro Paese 65 miliardi di euro ogni anno. Un problema tornato di grande attualità proprio in questi giorni anche nel dibattito politico con il CETA, l’accordo di libero scambio con il Canada, che ha riacceso le polemiche sulla necessità di proteggere il
“made in” dalle imitazioni oltreoceano.
La soluzione, però, esiste: «Con la tecnologia Blockchain la filiera alimentare diventa completamente tracciabile, identificando ogni singolo prodotto con un codice univoco a cui associare qualsiasi informazione, dalla provenienza delle materie prime utilizzate, fino al modo in cui i prodotti sono stati trasportati prima di arrivare sugli scaffali dei supermercati» spiega Andrea Tortorella, CEO di Consulcesi Tech e autore del libro “Cripto-Svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro” insieme a Massimo Tortorella, Presidente del Gruppo Consulcesi.
Il volume, edito da Paesi Edizioni, è già un bestseller primo nelle classifiche “Ingegneria e Informatica” di IBS e “Macroeconomia” di Amazon, e affronta in maniera approfondita l’argomento perché poter tracciare l’origine, la filiera di produzione, trasformazione e distribuzione di un determinato prodotto alimentare, non solo tutela il Made In Italy ma anche la nostra salute. «Pensiamo, ad esempio, a chi soffre di celiachia – sottolinea Andrea Tortorella – grazie alla Blockchain è possibile sapere se un prodotto in apparenza innocuo è stato trasportato insieme ad altri prodotti a base di farine tradizionali; stesso discorso vale per il settore biologico, del chilometro zero, delle certificazioni DOP: sarà tutto verificabile, valorizzando le imprese virtuose e i loro prodotti, contrastando frodi alimentari che possono aver ripercussioni anche serie sulla nostra salute. Per questo siamo già in campo con la nostra expertise maturata grazie alla storia più che ventennale del Gruppo Consulcesi in ambito medico sanitario».

Disforia di genere nei bambini

«Mio figlio vuole vestirsi da femmina: che faccio?” Domande e risposte sulla disforia di genere dagli endocrinologi AME ai genitori

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il professor Vincenzo Toscano, Presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida utile ai genitori attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Linee guida sulla disforia di genere”

Bambini che vogliono giocare con le bambole e vestirsi da femmina, bambine che scelgono esclusivamente abiti e attività tipiche dei maschi. Atteggiamenti che possono disorientare e spaventare i genitori, spingendoli a chiedersi come comportarsi, se può trattarsi solo di una fase passeggera, e quando è il caso di rivolgersi a un medico. Per fare un po’ di chiarezza e offrire gli strumenti utili ad affrontare queste situazioni, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il professor Vincenzo Toscano, Presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Linee guida sulla disforia di genere”.

CHE COS’È LA DISFORIA DI GENERE? Secondo i criteri diagnostici del DSM-V, la disforia di genere, ovvero una marcata incongruenza tra il genere esperito/espresso da un individuo e il genere assegnato, della durata di almeno 6 mesi, si manifesta nel bambino attraverso almeno 6 dei seguenti criteri (di cui uno deve essere necessariamente il criterio 1):

  1. Un forte desiderio di appartenere al genere opposto o insistenza sul fatto di appartenere al genere opposto;
  2. Nei bambini una forte preferenza per il travestimento con abbigliamento tipico del genere opposto o per la simulazione dell’abbigliamento femminile; nelle bambine una forte preferenza per l’indossare esclusivamente abbigliamento tipicamente maschile e una forte resistenza a indossare abbigliamento tipicamente femminile;
  3. Una forte preferenza per i ruoli tipicamente legati al genere opposto nei giochi del “far finta” o di fantasia;
  4. Una forte preferenza per giocattoli, giochi o attività stereotipicamente utilizzati o praticati dal genere opposto;
  5. Una forte preferenza per i compagni di gioco del genere opposto;
  6. Nei bambini un forte rifiuto per giocattoli, giochi e attività tipicamente maschili e un forte evitamento dei giochi in cui ci si azzuffa; nelle bambine un forte rifiuto di giocattoli, giochi e attività tipicamente femminili;
  7. Una forte avversione per la propria anatomia sessuale;
  8. Un forte desiderio per le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie corrispondenti al genere esperito.

La condizione è associata a sofferenza clinicamente significativa o a compromissione del funzionamento in ambito sociale, scolastico o in altre aree importanti.

PUÒ TRATTARSI DI UNA FASE PASSEGGERA? Si parla di varianza di genere quando l’identità di genere o il ruolo di genere di un individuo si differenzia dalle norme culturali comuni per una persona di un determinato sesso. Non deve pertanto essere diagnosticato come “disforia di genere” il comportamento di quei bambini che semplicemente non si adattano allo stereotipo culturale di mascolinità o femminilità. Per molti bambini l’esperienza di una varianza di genere è un’esperienza transitoria e con la pubertà la maggior parte di loro svilupperà la percezione di appartenere al genere assegnato alla nascita.

COSA SUCCEDE IN PUBERTÀ? Anche nel caso di bambini con disforia di genere, nella maggior parte dei casi (tra l’80 e il 90%) questa condizione non persisterà con l’insorgere della pubertà e non avrà conseguenze sull’esperienza di genere futura (la letteratura scientifica classifica questi soggetti come “desisters”). Nei
restanti casi (i cosiddetti “persisters”) la pubertà può essere un momento complicato: la comparsa dei caratteri sessuali secondari, unita alle esperienze di innamoramento e attrazione, può aumentare il livello di sofferenza.

QUANDO È IL CASO DI RIVOLGERSI AL MEDICO? Pediatri e medici di famiglia svolgono un ruolo fondamentale nell’instaurare un dialogo costruttivo, evitando che i genitori puniscano i bambini o tentino di instillare in loro sentimenti di vergogna al solo fine di modificarne i comportamenti. Non considerare la varianza e la disforia di genere come disturbi è indispensabile in età infantile, senza sottovalutare, però, espressioni di malessere che possono insorgere. Molti centri specializzati e professionisti qualificati in Italia offrono la loro competenza e un team multi-disciplinare per accogliere i bambini e le loro famiglie che manifestino un disagio intenso, attraverso un percorso che preveda un indispensabile sostegno ai genitori e un lavoro che accompagni nel tempo il
bambino/bambina nell’esplorazione della propria identità e percezione di sé.

“Linee guida sulla disforia di genere”, a cura del professor Vincenzo Toscano, presidente AME e docente ordinario di Endocrinologia presso l’Università La Sapienza di Roma, si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in 6 moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 5 crediti ECM.