Numero Chiuso Medicina, conto alla rovescia e ansia da test Lo psicoterapeuta: passa chi non cade nei tranelli delle risposte multiple

I consigli del professor Giorgio Nardone: «No a full immersion, meglio studio schematico e pratico. In caso di delusione, lutto di 3 giorni e subito via al piano B»

Il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella: «La conferma di un sistema di selezione inadeguato e anti-meritocratico»

Roma, 26 agosto 2020 – Ansiosi, stressati e sull’orlo di una crisi di nervi. È così che si sentono gli oltre 66mila aspiranti medici italiani in vista dei Test di ingresso alla Facoltà di Medicina, che si terranno il prossimo 3 settembre. Paradossalmente, a stare peggio sono i più bravi, coloro che hanno investito, fisicamente e mentalmente, più tempo per prepararsi al grande giorno. Con il rischio che il proprio sogno si infranga, non per mancanza di bravura e preparazione, ma a causa di un sistema di selezione inadeguato allo scopo. Lo sa bene lo psicoterapeuta Giorgio Nardone del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, in passato coinvolto in una commissione ministeriale per discutere quale sia il metodo migliore di selezione in occasione di un concorso pubblico, ed ora sondato da Consulcesi per aiutare gli aspiranti medici a superare la prova raccogliendo la loro richiesta di supporto arrivata soprattutto attraverso i canali social. Nardone di aspiranti medici ne incontra a decine ogni anno, sia prima del test come aiuto alla preparazione che dopo la selezione come supporto nell’eventualità di una bruciante delusione. E quest’anno di aspiranti medici delusi ce ne saranno tantissimi, più di 50mila stando alle stime di Consulcesi.

«Il problema principale è che i nostri test di Medicina non sono adatti a selezionare i più bravi o quelli più portati alla professione medica», dice il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella. «A superarli sono infatti solo gli studenti più preparati a non cadere in domande ambigue e tranelli, tipici dei test a risposta multipla», conferma Nardone

Dunque per superare ansie e stress, e per non cadere nella trappola delle domande a risposta multipla, lo psicoterapeuta elenca alcuni semplici suggerimenti. «Il primo è quello di non studiare troppe ore consecutive ogni giorno», dice l’esperto. «Le full immersion gli ultimi giorni prima del test non servono. Alimentano soltanto l’ansia. Meglio – sottolinea – uno studio di poche ore al giorno spalmate in un periodo più lungo. È infatti così – aggiunge – che si fissano meglio i concetti da apprendere». Altra cosa da evitare è «leggere e ripetere ad alta voce», uno dei metodi di studio più seguiti dagli studenti italiani. «Questo approccio può essere efficace fino alla terza media quando si deve imparare ad esporre i concetti, ma non serve a nulla dopo», sottolinea Nardone. «Specialmente per i test di medicina a risposta multipla, il tipo di studio più efficace è quello che consente una maggiore schematizzazione dei concetti alternata con la pratica», aggiunge. 

Consigli pratici per superare il Test di Medicina. Il modello suggerito dall’esperto è il seguente: leggere il capitolo di un libro come se fosse una semplice rivista per avere una percezione generale dell’argomento; poi rileggere in modo analitico ed evidenziare 2-3 righe che possano aiutare a riportare alla mente i concetti più importanti; mettersi alla prova con qualche esercizio; e infine soffermarsi sulle domande che si sbagliano, soprattutto quelle apparentemente ambigue, per cercare di comprendere qual è il modo corretto di approcciarsi senza cadere nel tranello. Un consiglio valido per il giorno del test è quello di accettare di essere in ansia senza farsi prendere dalla fretta «Anche se si hanno pochi secondi a domanda, bisogna leggere attentamente quello che c’è scritto per evitare di cadere nei tranelli», suggerisce Nardone.  

Il lavoro di Nardone non si ferma alla sola preparazione o gestione dell’ansia prima del test. «La maggior parte degli studenti arriva da me dopo il test, dopo la delusione di non averlo superato nonostante tutti
gli sforzi», riferisce l’esperto. «C’è chi supera la delusione passando subito al piano B, ad esempio iscrivendosi a una facoltà affine a quella di Medicina per ritentare i test l’anno seguente, e chi invece entra in una spirale di depressione, spesso per problemi pregressi che si sommano e che richiedono un’adeguata terapia», aggiunge. In generale, Nardone suggerisce un approccio molto semplice, che prevede sostanzialmente due fasi. «Il fallimento va vissuto come un lutto: bisogna toccare il fondo prima di risalire», dice. «Quindi, ok a qualche giorno di lacrime. Nel frattempo, però – prosegue – bisogna ragionare in termini di ‘problem solving’: riflettere sul da farsi senza perdere tempo. Solitamente consiglio di darsi una seconda occasione e riprovare i test l’anno seguente almeno una seconda volta». 

Non bisogna mai darsi per vinti, quindi, anche quando la situazione non sembra favorevole. Per molti studenti, la via d’uscita è stata la strada legale del ricorso. «Solo negli ultimi anni sono stati riammessi migliaia di studenti esclusi ingiustamente dopo i test – spiega Tortorella – ed ogni anno, secondo le nostre stime, ci sono mediamente 18mila potenziali ricorrenti. Le anomalie riguardano suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova, persone che potevano uscire liberamente, utilizzo di smartphone o altri device, membri della commissione che parlavano con i candidati, plichi manomessi, favoritismi. Una situazione diffusa in tutto il Paese: nel 2019 abbiamo ricevuto segnalazioni di irregolarità da 27 dei 41 atenei in cui si sono svolti i test».

Quindi, se si verificano palesi irregolarità è bene segnalarle quanto prima, i legali di Consulcesi sono a disposizione ogni giorno per una consulenza gratuita al numero verde 800189091 o in chat sul sito www.consulcesi.it o www.numerochiuso.info .

La professoressa Silvia Migliaccio spiega l’importanza della vitamina D nel corso organizzato da Consulcesi

Anche Silvia Migliaccio, Segretario Generale della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione e Professore Associato dell’Università del Foro Italico di Roma contribuito alla realizzazione della nuova collana formativa ECM in tema di COVID – 19, in particolare per i corsi su “Nutrizione ai tempi del Coronavirus”. La Professoressa Silvia Migliaccio ha concentrato la sua attenzione soprattutto sull’importanza della Vitamina D per l’organismo umano. Infatti, il periodo di quarantena ed il lungo confinamento domiciliare hanno impedito alla popolazione di esporsi alla luce solare. E questo potrebbe avere conseguenze importanti sullo stato di salute di molti, proprio in relazione all’assorbimento della vitamina D. Infatti, la luce del sole permette alla vitamina D di fissarsi nelle ossa e prevenire problemi osteoarticolari e l’osteoporosi. 

Tuttavia, la Dottoressa Silvia Migliaccio ha affermato che, in caso di insufficienza, un’adeguata alimentazione e l’assunzione di specifici integratori alimentari potrebbero essere delle valide soluzioni. “La vitamina D svolge diverse importanti funzioni a livello del nostro organismo. Innanzitutto, aiuta a far assorbire il calcio che introduciamo con gli alimenti da parte dell’intestino. Poi aiuta i processi di mineralizzazione a livello scheletrico, prevenendo il rachitismo nell’infanzia e l’osteomalacia negli anziani”, ha sottolineato la Migliaccio. Quest’ultima, poi, ha evidenziato come “dati recenti mettono i bassi livelli di vitamina in correlazione con una minore risposta immunitaria, con alterazione dell’omeostasi dei glucidi (cioè con una ridotta capacità di rifornire il tessuto nervoso di una adeguata quantità di glucosio), con la ridotta funzionalità muscolare negli anziani, con la predisposizione per alcune tipologie tumorali”. 

Per questo motivo, la Vitamina D ha un ruolo fondamentale; va introdotta in giusta quantità, seguendo una buona alimentazione oppure, sotto prescrizione medica, attraverso l’assunzione di una terapia orale. inoltre, la professoressa Silvia Migliaccio ha indicato come “La vitamina D è contenuta soprattutto in alimenti grassi quali salmone, sgombro e tonno” oltre che “nell’olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d’uovo, nel burro e, in generale, nei formaggi più grassi”. Tuttavia, “la quantità contenuta in questi alimenti è relativamente bassa, e nei casi di deficienza l’alimentazione non riesce a sopperire alle necessità dell’organismo. In questi casi è utile fare ricorso ad un integratore che permetta di ripristinare i normali valori ematici. Le modalità d’integrazione possono essere mediante il colecalciferolo o mediante il calcifediolo, che possono essere assunti con diverse posologie”, aggiunge la Professoressa. L’eventuale assunzione di Vitamina D per bocca va valutata caso per caso, tenendo conto dei singoli bisogni personali. Tuttavia, la professoressa Migliaccio ha rassicurato la popolazione affermando che, se le persone hanno seguito lo schema della dieta mediterranea, che prevede “5 porzioni di frutta e verdura (con un introito calorico adeguato alle necessità dei singoli individui) non si dovrebbero manifestare carenze specifiche né di sali minerali né di vitamine”. Infine, ancora Silvia Migliaccio ha affermato quanto sia importante anche una graduale ripresa dell’attività fisica, che sarà di aiuto per “risvegliare” i muscoli che, durante la quarantena, sono stati sottoposti ad un forzato riposo. 

Test di Medicina 2020, il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella: “Garantire una prova d’ammissione equa e meritocratica”

Settembre è ormai vicino e molti aspiranti medici si preparano al test d’ingresso per l’iscrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia in tutta Italia. A tal proposito, il Ministero dell’Università ha proposto di incrementare di 1500 unità i posti disponibili, così da permettere un numero maggiore di ingressi. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) ha espresso le sue perplessità, ritenendo eccessivamente alto questo numero e ponendo l’attenzione sul rischio dell’imbuto formativo. Infatti, sono già 22000 i medici laureati ed abilitati, mentre sono solo 11000 i posti disponibili nel dopo laurea. Massimo Tortorella, presidente del team legale Consulcesi, punto di riferimento per il sostegno legale e la formazione dei professionisti nel settore sanitario, si è espresso sui test d’ingresso a Medicina, affermando come sia necessario “garantire una prova d’ammissione equa e meritocratica”, soprattutto che sia in grado di mettere in luce le qualità ed il valore degli aspiranti medici “oltre che tenere conto dell’imbuto formativo che ogni anno si viene a creare tra i nuovi laureati e il numero più basso di borse di specializzazione”. Allo stesso tempo, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella sostiene l’idea del presidente Filippo Anelli. Quest’ultimo, infatti, mostra compiacimento per l’auspicato incremento dei posti per l’ingresso a Medicina, seppur sostenga l’importanza di effettuare “un cambiamento nei test di ingresso”. 

Modifiche nelle prove auspicate anche dal presidente del team Consulcesi, Massimo Tortorella che, anche in occasione dell’ultima edizione delle prove di ingresso, ha dovuto curare decina di migliaia di ricorsi di studenti reduci dai test e che chiedevano di immatricolarsi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Infatti, stando agli ultimi dati diffusi da Consulcesi, nel corso degli ultimi test per l’ingresso a Medicina, sono state riscontrate irregolarità importanti. Il 20% delle situazioni anomale ha riguardato l’uso improprio del cellulare in aula, il 16% domande di difficile interpretazione, mentre oltre il 43% dei casi segnalati ha riportato casi di suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova, persone che potevano uscire liberamente dall’aula, membri della commissione che parlavano con i candidati, plichi manomessi, favoritismi, identificazione effettuata in modo non conforme alla procedura prevista per lo svolgimento della prova. Una situazione che sembra abbia interessato 27 dei 41 atenei dove si tenevano le prove. 

Studiando le statistiche a disposizione, il 21% delle irregolarità sono giunte dagli atenei situati al Nord, il 36% dal Sud, mentre il 43% dal Centro. In particolare, il 18% delle segnalazioni è giunto da Roma, il 10% da Napoli, il 7% da Milano. Così, sono partiti anche molti ricorsi. In particolare, il 79% dei reclami sono giunti dalle realtà del Centro – Sud.  Soprattutto in questo particolare momento storico, con il mondo colpito duramente da questa epidemia, diventa ancora più importante focalizzare l’attenzione sulle professioni medico – sanitarie, oltre che sulla necessità di assicurare un’adeguata retribuzione economica al personale e un giusto numero di risorse umane al Sistema Sanitario Nazionale. Dando uno sguardo ai numeri fatti registrare l’anno scorso, è possibile notare come siano stati 68694 i candidati iscritti alle prove di ingresso per i test di ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria, per solo 11572 posti disponibili. Con l’incremento previsto dal Ministero, invece, quest’anno i posti ammonterebbero a 13072. Ancora lo scorso il 48% dei candidati, all’incirca 33000 unità, ha conseguito un punteggio valido al test. In genere, 6000 aspiranti medici, il 25%, rinuncia a procedere con il ricorso o cambia facoltà. Se si sommani queste cifre ai candidati invece ammessi, si nota come siano stati almeno 18450 i potenziali ricorrenti all’accesso alla Facoltà di Medicina attraverso la pratica del ricorso. Queste statistiche potrebbero aumentare proprio quest’anno, visto il potenziale incremento dei posti disponibili e delle persone che aspirano ad intraprendere la carriera medica. Anche lo scorso anno il team legale Consulcesi ha sostenuto gli studenti ricorrenti, permettendo a 250 candidati l’ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, grazie ai reclami accolti dal Consiglio di Stato. Massimo Tortorella, presidente del team legale Consulcesi, ha sottolineato come “ogni anno, a molti studenti meritevoli viene negato il diritto allo studio non solo a causa di un sistema che giudica le capacità sulla base di un test che palesa irregolarità ed illeciti”.Infatti, lo stesso Massimo Tortorella, ha affermato che, a suo parere, “il sistema è inadeguato a selezionare meritocraticamente la classe medica del futuro, a discapito non solo degli studenti, ma anche del Servizio sanitario nazionale e dunque della salute dei cittadini”.

Sanità: campagna #RimborSì di Consulcesi, subito accordo su specializzandi

“E’ l’occasione giusta. Mai come in questo momento l’accordo transattivo tra lo Stato e i medici specialisti può essere raggiunto”. Così Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, presenta #RimborSì, nuova campagna a sostegno di “un immediato riconoscimento del diritto dei professionisti che si sono specializzati tra il 1978 e il 2006 senza l’adeguato riconoscimento economico”. In questa direzione vanno infatti due disegni di legge (n.1802 e n.1803) presentati dalla senatrice Maria Rizzotti (Forza Italia), “già con il supporto di ben 27 senatori di maggioranza e opposizione”, sottolinea l’azienda impegnata nella tutela dei diritti dei medici. “Da anni – afferma Tortorella – sosteniamo che il Parlamento debba riappropriarsi del suo ruolo e mai come in questo momento esistono le condizioni per risolvere l’annosa questione dei rimborsi agli ex specializzandi. A seguito della pandemia di Covid-19 la categoria medica è stata la più colpita – evidenzia – e firmare l’accordo transattivo tra le parti sarebbe il segnale concreto di sostegno ai medici, ma anche una manovra per dare respiro alle casse svuotate dalla crisi. Introducendo l’accento sulla ‘i’ finale”, spiega riferendosi al titolo della campagna, “uniamo al senso dell’iniziativa la volontà, decisa, di portarla avanti: siamo sicuri che quel sì ai medici che hanno lottato in prima linea arriverà da un numero sempre più ampio di parlamentari e se necessario lo chiederemo, per conto di oltre 100mila medici, a ognuno di loro”. Consulcesi, attraverso le sue azioni collettive – ricorda una nota – ha già consentito a migliaia di camici bianchi di vedersi riconoscere oltre 500 milioni di euro attraverso una seria di sentenze positive. Tra le ultime è “particolarmente significativa quella del tribunale di Genova (n.353/2020), che ha triplicato i rimborsi ai ricorrenti fino a 100mila euro ciascuno, oltre a confermare il diritto per chi si è iscritto ai corsi di specializzazione in Medicina prima del 1983 e, soprattutto, ad annullare i termini di prescrizione”. Secondo Consulcesi, “se questa interpretazione dovesse essere accolta da tutti i tribunali e le corti italiane, lo Stato rischierebbe di veder crescere ulteriormente un esborso miliardario”.

Per Consulcesi “l’annuncio della presentazione dei disegni di legge rappresenterebbe una soluzione di buon senso da mettere in campo in un momento molto delicato per il Paese e per la classe medica”. “E’ importante – sostiene Rizzotti, prima firmataria dei ddl – che lo Stato faccia ammenda delle inadempienze del passato, dia un segnale concreto di sostegno ai medici e riconosca per legge i diritti sacrosanti di una categoria vessata”. “Intanto – conclude Tortorella – è fondamentale che i medici tengano vivo il proprio diritto aderendo alle nostre azioni o portando avanti con coraggio e fiducia quelle in corso. I nostri legali sono a disposizione sia attraverso la chat del nostro sito internet www.consulcesi.it o al numero verde 800.122.777”.

Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, lancia l’allarme: “Colletti bianchi e personale socio – sanitario a nuovo rischio aggressioni nel post COVID”

Già nei mesi passati, prima dello scoppio della pandemia da COVID – 19 le cronace di giornali e telegiornali riportavano notizie sconvolgenti ed allarmanti. Al centro delle cronache, troppo spesso, medici, infermieri e personale socio – sanitario, vittime di terribili aggressioni da parte dei parenti di pazienti oppure oggetto di denunce, spesso immotivate e senza fondamento, che però provocano dispendio di risorse economiche e nervose, con inevitabili ricadute sul lavoro quotidiano dei professionisti del settore. Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, pool legale da anni al sostegno dei camici bianchi e dell’intera categoria socio – sanitaria, lancia l’allarme e, preoccupato, afferma: “C’è il rischio del ritorno di aggressioni a medici e infermieri con la riapertura delle attività ambulatoriali e mediche: il personale sanitario è allo stremo delle forze e le persone sono spaventate e arrabbiate, questo potrebbe far riesplodere il fenomeno”. 

Le parole di Massimo Tortorella, Presidente del team Consulcesi arrivano a corredo dell’esame che la Camera dei Deputati, dopo il parere positivo del Senato, ha dedicato  al disegno di Legge ‘anti-violenza in corsia’. L’epidemia e il conseguente confinamento hanno imposto uno stop decisivo al fenomeno delle aggressioni; inoltre, il disegno di legge prevede pene severe fino a 16 anni per chi aggredisce Medici, Operatori sanitari, Socio-sanitari o incaricati di pubblico servizio nell’esercizio di attività di cura, assistenza sanitaria e soccorso, sanzioni amministrative da 500 a 5mila euro, procedibilità d’ufficio e obbligo per le aziende sanitarie di costituirsi parte civile nei processi. Inoltre, il disegno di legge ha previsto anche protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi e la costituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza dei professionisti nell’ambito sanitario e socio- sanitario. Con il graduale ritorno alla normalità e il passaggio alla fase 2, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella ha evidenziato come la pandemia abbia stremato la classe medica ed il personale socio – sanitario, fino al sacrificio delle lore vite. Classe medica e personale socio – sanitario che prova uno stato di sfinimento non solo fisico, ma anche psicologico. Inoltre, il COVID ha messo a dura prova la popolazione, preoccupata per il futuro, per il lavoro e psicologicamente stremata dall’emergenza. Questo potrebbe acuire le sensazioni di rabbia e frustrazione. Pertanto, Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, teme un nuovo inasprimento di questi episodi di violenza, già prima presenti a causa delle carenze nelle strutture, dei turni di lavoro estenuanti e della lunghezza delle liste di attesa. Le conseguenze della pandemia, dunque, potrebbero aggiungersi a queste pregresse cause e far scoppiare nuovi episodi di violenza.

Consulcesi, denunce contro medici, da eroi a capri espiatori

Spreco soldi e tempo, maggioranza si risolvono con nulla di fatto 

“È da poco iniziata la fase due e già osservo le avvisaglie di un fenomeno che avevamo previsto durante il periodo di lockdown, la trasformazione dei medici da eroi a capri espiatori”. Così Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, realtà legale di tutela dei medici, in merito alle notizie di denunce e azioni legali contro le strutture ospedaliere e i sanitari per presunti danni ai cittadini e per accertare responsabilità mediche per i morti da coronavirus. 

“Azioni inopportune – aggiunge Tortorella – innanzitutto perché hanno poco fondamento nella realtà, con l’unico scopo di far sprecare tempo ai cittadini e ai consumatori. La maggior parte delle cause intentate contro i professionisti sanitari si risolvono con un nulla di fatto. Pochi giorni fa, il procuratore aggiunto di Roma Nunzia D’Elia, ha dichiarato di registrare più di una denuncia al giorno per responsabilità medica ma di avere un tasso di archiviazione del ben 80%. E non solo sono inutili, queste azioni legali procurano danni: illudono i cittadini e intasano i tribunali, cosa che non possiamo permetterci in questo momento”. “Sono iniziative – conclude Tortorella – meschine dal punto di vista ideologico perché in questo momento i professionisti sanitari sono sotto pressione e quindi invece che farli diventare da eroi a capro espiatorio, pensiamo a difenderli perché quando finirà questa situazione si troveranno stremati, a forte rischio di esaurimento e burnout e con risorse economiche azzerate, e a pagarne le conseguenze saremo tutti noi”.

Coronavirus, celebrities social ‘testimonial’ anti fake news per la Protezione Civile

Calciatori, attori, personaggi dello spettacolo ed influencers testimonial “anti fake news”. In tanti hanno usato i loro profili per promuovere l’e-book, promosso da Consulcesi, dal titolo “Covid 19- il virus della Paura” il cui ricavato andrà a sostegno delle iniziative della Protezione Civile. Tra quelli che hanno raccontato l’iniziativa il campione del mondo Luca Toni, il bianconero Douglas Costa ed il portiere Mattia Perin. E ancora la PR celebrities Raffaella Zardo, l’imprenditore digital Gianluigi Ballarani, il modello Edoardo Santonocito, l’artista Stefano Monda (sui social noto come Steart_Steart e popolare come artist creator sullo stile Simpson), le Dj Nausicaa e Jay & Jas, Viviana Edera (la fotografa dei rapper) ed il loro social media manager Alessandro Riggio hanno utilizzato i loro profili social per promuovere “il vaccino contro le fake news” Covid-19 il virus della paura: il primo e-book in italiano e inglese espressamente dedicato al contrasto dell’infodemia e delle bufale, una mappa utile per orientarsi nel caos di informazioni e uno strumento prezioso in vista della fase 2. 

Sui social il @progettocovid19 il virus della paura è diventato subito virale: le pagine social dedicate stanno raggiungendo migliaia di followers in pochi giorni e personaggi famosi hanno aderito con entusiasmo. “C’è una grande fame di notizie sul coronavirus – dichiara Massimo Tortorella, presidente Consulcesi e promotore dell’iniziativa – ma spesso ci imbattiamo in bufale e fake news che generano confusione e ansia nelle persone. Per questo abbiamo pensato che fosse nostro dovere dare una mano con quello che sappiamo fare meglio: formazione e informazione sanitaria. Da qui nasce il progetto sul coronavirus che vede oltre all’ebook anche una collana di formazione a distanza per medici e un docufilm in uscita”. Dal “paziente zero” alla “Cassandra” di Whuan, l’ebook raccoglie autorevoli interventi e fonti scientifiche fugando ogni dubbio sulle ipotesi fantasiose sulla creazione del virus in laboratorio in Cina e su altre fake news in circolazione. In copertina, l’opera “Infermiera con l’orecchino di perla” dell’artista italiana Lady Be, rielaborazione del celeberrimo quadro del pittore seicentesco Johannes Veermer “La ragazza col turbante”, meglio nota come “La ragazza con l’orecchino di perla”, che veste i panni di un’infermiera che indossa una mascherina. L’ebook è disponibile al costo di 4,99 euro, a breve anche in lingua inglese. Per info sul progetto e per acquistare il libro: www.covid-19virusdellapaura.com/ebook/. 

CORONAVIRUS, CONSULCESI DONA UN MILIONE DI EURO

TABLET PER FAR COMUNICARE FAMIGLIE E MALATI 

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PER MEDICI E INFERMIERI

Il Presidente Massimo Tortorella: «Siamo nati per stare al fianco degli operatori sanitari e nella nostra storia la missione è stata difenderli con le battaglie legali. Ora li sosteniamo con mascherine, tute, ventilatori, respiratori ma pensiamo anche ai loro pazienti e non lasciarli solo dando la possibilità di restare in contatto con i loro tablet grazie alla tecnologia»

Roma, 6 aprile 2020 – 230 Tablet, 67 mila mascherine FF2 e FF3, 10 mila tute, 55 ventilatori oltre a piattaforme di formazione e comunicazione per medici e operatori sanitari, utilizzabili anche dai pazienti per tenersi in contatto con i loro cari, con un investimento totale di un milione di euro. È questa la prova tangibile dell’impegno di Consulcesi messo in campo per aiutare gli operatori sanitari a contrastare l’emergenza globale da Coronavirus. Una presa di responsabilità che nasce dall’idea di restituire a chi ha gli ha dato fiducia e permesso, negli anni, di diventare il principale network legale e di formazione per medici e operatori sanitari con oltre 120 mila camici bianchi. 

«Consulcesi è nata per stare al fianco degli operatori sanitari ed oggi più che mai è un nostro preciso dovere fare tutto quello nelle nostre possibilità per supportarli – afferma il Presidente Massimo Tortorella –  In questo momento storico difficile medici e operatori sanitari stanno pagando il prezzo più alto. Il nostro contributo vuole essere un aiuto concreto laddove c’è più bisogno, sul luogo di lavoro dove mancano mascherine, tute e dispositivi di protezione per chi con sacrificio, impegno, professionalità e abnegazione ci farà uscire da questa situazione. In più doniamo alle strutture anche dei tablet in modo tale da poter consentire ai pazienti di comunicare con i loro familiari. Spesso si tratta di persone anziane, con poco familiarità con gli strumenti tecnologici che tutti noi utilizziamo in questo periodo per comunicare. A tal proposito lanceremo anche un corso di alfabetizzazione digitale». 

La cospicua donazione di Consulcesi è stata suddivisa sulla base di un criterio di necessità: fornire i dispositivi che mancano maggiormente alle strutture ospedaliere e distribuire territorialmente strumenti sulla base di richieste on demand. 

L’elenco della distribuzione dell’investimento Consulcesi: 

  • Ospedale San Matteo Pavia: 10 mila mascherine, 7 ventilatori fissi
  • Ospedale Locarno: 5 mila mascherine, 2 mila tute, 8 ventilatori fissi
  • Ospedale Fiera Milano: 30 mila mascherine, 5 mila tute, 35 ventilatori fissi, 150 tablet
  • Comune Ticino e Ospedale: 70 tablet
  • Ordine Medici Bergamo: 5 mila mascherine 
  • Federazione Italiana Medici Medicina Generale: 3 mila mascherine 
  • Segretariato Italiano Giovani Medici: 3 mila mascherine
  • Sanità di Frontiera Onlus: 300 mascherine, 30 tute
  • Federfarma Roma: 3 mila mascherine
  • Ordine Medici di Roma: 5 mila mascherine
  • Federfarma Torino: 3 mila mascherine
  • FNOPI (Infermieri): 5 mila mascherine

Oltre a fornire dispositivi di sicurezza (dpi), Consulcesi in questa fase emergenziale sta anche portando avanti progetti formativi riservati ai professionisti sanitari ma anche al grande pubblico. È in stampa un libro, a cui seguirà un Docufilm, che attraverso gli autorevoli contributi dei maggiori esperti, fotografa l’attuale situazione e  approfondisce gli aspetti scientifici e psicologici della diffusione del virus. Un progetto dunque formativo ed informativo.  «La formazione rappresenta l’arma più potente nel lungo periodo tra gli operatori sanitari per aggiornare le proprie conoscenze, rispondendo all’obbligo Ecm, ma anche per creare dei protocolli sanitari a livello nazionale ed internazionale. In questa direzione – ricorda Tortorella – va il Docufilm formativo “Covid-19 – il virus della Paura” che, avvalendosi della forza comunicativa del cinema e delle più avanzate tecnologie, oltre che del supporto scientifico dei principali esperti mondiali e delle più importanti istituzioni sanitarie, analizzerà anche il fenomeno delle psicosi alimentato anche da teorie complottiste e fake news».

INQUINAMENTO DOMESTICO 5 VOLTE MAGGIORE DI QUELLO ESTERNO 10 INDICAZIONI UTILI PER UNA QUARANTENA PIÙ SANA

Areare gli ambienti 2-3 volte al giorno, non fumare al chiuso ed evitare accumuli di polvere tra i consigli degli esperti

Chiusi tra le mura domestiche pensiamo di essere al riparo da smog e sostanze nocive ambientali, invece le nostre case sono scatole chiuse che intrappolano inquinanti insieme al calore. Quando usiamo spray, detergenti, profumi, camminiamo su moquette sintetica, fumiamo, respiriamo aria troppo calda, ci sovraccarichiamo con sostanze che si depositano nell’organismo, provocando mal di testa, allergie e problemi respiratori. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) l’inquinamento domestico produce il 60% dell’inquinamento da polveri sottili ed è il più importante fattore di rischio per la salute nel mondo. Anche il CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) stima che le sostanze pericolose con cui veniamo in contatto quotidianamente sono oltre 150 e sono tutte potenzialmente tossiche, veri killer silenziosi. L’inquinamento indoor è circa 5 volte maggiore di quello esterno. 

È questo il tema principale del nuovo corso ECM per professionisti sanitari promosso da Consulcesi Club “Habitat. Medicina ambientale e patologie correlate” che viene riproposto in questo periodo di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria, allo scopo di sensibilizzare la popolazione e fornire indicazioni utili a vivere meglio in casa. 

«La salute deve essere priorità – ha dichiarato Cinzia De Vendictis, Medico Anestesista specializzato in sicurezza sul lavoro e Responsabile del corso ECM – Per questo è necessario attivare programmi di prevenzione che migliorino i livelli di conoscenza, comprensione e percezione da parte degli operatori sanitari alla popolazione dei rischi presenti negli ambienti confinati, tradizionalmente considerati “sicuri” come abitazioni, scuola, uffici, ambienti sportivi e ricreativi». Conclude la dottoressa De Vendictis. 

Molto è affidato ai nostri gesti quotidiani, precauzioni e scelte oculate possono fare la differenza. Per questo, dal corso di Consulcesi Club sono state estrapolate 10 indicazioni da seguire per migliorare la salute in casa: 

  1. Aerare gli ambienti più volte al giorno. Aprile le finestre almeno 2-3 volte al giorno per 5 minuti. Ridurre la polvere domestica, spolverare con panno umido 
  2. Evitare detersivi troppo aggressivi i prodotti per la pulizia, preferire invece detersivi naturali ed ecocompatibili. Pulire in assenza dei bambini
  3. Usare aspirapolveri e/o apparecchi di ripulitura dell’aria con filtri ad alta efficienza.
  4. Tenere sotto controllo il livello di umidità in casa: mantenere l’umidità relativa sotto il 50% e la temperatura inferiore a 22°. Individuare indicatori di qualità dell’aria ed eseguire un loro monitoraggio periodico.
  5. Evitare accumuli di libri e giornali.
  6. Vietare la moquette; dove esiste usare anche trattamenti a vapore.
  1. Non fumare al chiuso, anche in assenza dei bambini.
  2. Ridurre l’emissione di sostanze tossiche da apparecchi di riscaldamento e impianti di condizionamento e ventilatori. 
  3. Isolare stampanti laser, fotocopiatrici dagli ambienti domestici in apposite stanze ventilate.
  4. Scegliere complementi di arredo adeguati: scegliere mobili in legno massello, i mobili “etnici” possono essere trattati con sostanze chimiche che, oltre ad evitare formazione di funghi e proliferazione di batteri, si diffondono nell’ambiente domestico. 

AGGRESSIONI, CONSULCESI LANCIA ALLARME: ACCENDERE I RIFLETTORI ANCHE SU VIOLENZA VERBALE

Dopo la devastazione del pronto soccorso a Napoli ed il caso a Putignano

Il Presidente Massimo Tortorella: «Oltre ai casi mediatici, centinaia di episodi non denunciati e sottovalutati: fondamentale tutelare gli operatori sanitari sempre in prima linea senza far passare messaggi ambigui come per la gestione del Coronavirus»

«Giù le mani dai nostri operatori sanitari». Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, si dice incredulo e indignato davanti agli ultimi incresciosi episodi di violenza che hanno riguardato medici e infermieri del Pronto soccorso di Napoli e dell’ospedale di Putignano, in provincia di Bari. «Non è in alcun modo accettabile che uomini e donne, costretti a turni infiniti e sempre in prima linea, ora anche per gestire gli effetti del Coronavirus, si ritrovino a dover rischiare la loro vita mentre sono intenti a salvarne altre. Per non parlare – aggiunge Tortorella – delle ripercussioni sull’attività e di conseguenza sui pazienti per i danni subiti dai presidi sanitari, mai come ora così indispensabili per noi pazienti. Mentre era in corso la devastazione di quel pronto soccorso c’erano centinaia di persone bisognose di cure che non hanno potuto ricevere e purtroppo si è registrato anche un decesso».

Tortorella mette in evidenza anche un altro aspetto delle aggressioni al personale sanitario: «Tornano ciclicamente sotto i riflettori dei media quando ci sono casi eclatanti come quello di Napoli dei giorni scorsi ma attraverso il nostro quotidiano contatto con gli operatori sanitari sappiamo che le aggressioni sono all’ordine del giorno ma purtroppo non vengono denunciate. E spesso – fa notare Tortorella – anche sottovalutate perché le minacce al pari della violenza verbale rappresentano dei fattori di rischio molto pesanti così come certe dichiarazioni uscite in questi giorni sui media che hanno messo in dubbio la professionalità ed il valore degli operatori sanitari nella gestione del Coronavirus».

Nonostante le misure di contenimento e prevenzione, il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari resta un nervo scoperto. Per questo Consulcesi, nell’ambito della sua attività di difesa della categoria, mette a disposizione un servizio di consulenza gratuita per tutelarsi anche dal punto di vista legale, contattando l’800.122.777 oppure direttamente attraverso il sito www.consulcesi.it